DIC 23, 2025

Questa immagine può essere suscettibile di certificare il fallimento del tentativo del sindaco Fabio Termine di dar seguito al suo percorso amministrativo dando vita ad una nuova giunta priva del supporto di una qualsiasi coalizione politica: la foto è stata scattata immediatamente prima che il presidente Messina dichiarasse la chiusura della seduta consiliare di stasera per sopravvenuta mancanza del numero legale.

Dopo l’ampio dibattito a contenuto politico che ha fatto seguito alle dichiarazioni del sindaco di presentazione della nuova giunta quale espressione della sua volontà di proseguire la sindacatura al di fuori della coalizione politica che ne aveva sostenuto l’elezione, non appena è arrivato il momento di passare alla trattazione dei punti all’ordine del giorno (approvazione di debiti fuori bilancio) hanno abbandonato l’aula tutti i consiglieri della precedente maggioranza politica (PD, M5S, Europa Verde) e la maggior parte dei consiglieri comunali di centro-destra, con ciò contraddicendo la volontà dichiarata da Fabio Termine di poter dar corso ad una nuova fase di percorso amministrativo “aperto all’intero consiglio comunale”.

Ma questa è stata la conclusione…

DIC 24, 2025

Riavvolgiamo adesso il nastro e ripartiamo dall’inizio.

In apertura di seduta consiliare il sindaco Fabio Termine presenta la nuova fase politica-amministrativa che si è avviata con la ricomposizione della giunta e il giuramento dei tre nuovi assessori.

Dice che si apre una fase nuova, anche nei rapporti dell’amministrazione con il consiglio comunale, che pur nel rispetto delle posizioni politiche di ciascun consigliere deve essere adesso maggiormente coinvolto in tutte le delibere importanti. Fa riferimento alle opere pubbliche più rilevanti che attendono un completamento (piscine comunali, campo alternativo Giuffrè, via Ghezzi. Via dei Sicani), e porta come esempio virtuoso il caso delle più recenti variazioni del bilancio di previsione, nel quale ciascuna parte ha potuto mettere del suo, mentre in precedenza era stato un tutti contro tutti. Tratteggia la sua nuova giunta come un organo esecutivo a disposizione della città e del consiglio comunale, perché il giudizio della cittadinanza dipenderà dalle cose che giunta e consiglio comunale avranno fatto insieme, che potranno così intestarsi all’intera classe politica cittadina, perché questo è il senso della politica. Auspica, in conclusione, un maggior protagonismo del consiglio comunale, senza ruoli precostituiti di maggioranza e opposizione, ma nel quale l’unica bussola sia quella dello “spendersi per la città”.

A seguire, si registrano gli interventi dei seguenti consiglieri comunali, con l’invidiabile record che sono tutti di contenuto contrario e quindi di opposizione al sindaco e alla sua nuova amministrazione, sia pure con sfumature diverse: Ambrogio, Ruffo, Santangelo, Brucculeri, Modica, Catanzaro Giuseppe, Catanzaro Clelia, Bivona, Maglienti, La Barbera, Blò, Sabella, Bellanca, Bono, Campione, Cognata, La Bella.

Prima di riferire i passaggi salienti di alcuni di questi interventi, occorre aprire una parentesi e accennare ad un fatto già accaduto e a cui diversi consiglieri comunali hanno poi fatto riferimento: l’ormai famoso incontro di Fabio Termine, nei giorni scorsi, con alcuni consiglieri comunali del centro-destra, avvenuto nella sede del club cittadino Roma Calcio. Perché il sindaco ha organizzato questo incontro? Cercava “consiglieri volenterosi” disponibili a garantirgli un supporto più o meno esplicito alla sua nuova giunta? Con quale criterio ha invitato alcuni ed escluso altri? Domande rimaste senza una risposta in aula, e quel che si è potuto apprendere dai singoli interventi è stato che la richiesta era inizialmente pervenuta ai destinatari per incontri singoli, ma il rifiuto di alcuni di incontrarlo individualmente ha poi indirizzato il sindaco su un incontro con tutti insieme coloro i quali risultavano oggetto della sua attenzione, e che in quella sede il primo cittadino ha illustrato loro i presupposti politici su cui nasceva la nuova giunta, con tre nuovi assessori tutti estranei al PD.

I partecipanti a questo incontro hanno peraltro confermato ieri sera in aula consiliare di considerarsi “opposizione” e il consigliere La Barbera ha ritenuto anche di dare lettura di un comunicato stampa del club Roma Calcio per evidenziare lo scopo sociale e sportivo del club, e valer escludere il riferimento del club ad una determinata parte politica. 

Per il consigliere Ambrogio, che è tornato a chiedersi come si faccia a mandar via tre assessori del calibro di Gulotta/Curreri/Di Paola per sostutuirli con persone nuove alla politica, il problema è: “O lei o noi, signor sindaco. Nel PD una delle due parti è di troppo”. 

Per il capo gruppo del PD Ruffo il percorso del sindaco negli ultimi mesi lo si può solo così definire: “confusione politica volontaria”. Dopo aver imputato al sindaco di aver concordato solo con sé stesso la scelta dei tre nuovi assessori, Ruffo ha chiesto al primo cittadino: Lei intende davvero amministrare con un solo consigliere comunale a sostegno? Lei intende ritornare a comunicare con la parte politica (il PD) che è stata determinante per la sua elezione? La scelta di dimettersi – ha concluso Ruffo – sarebbe l’unica cosa giusta che a questo punto può offrire alla nostra città”.

La consigliera Santangelo ha ribadito il suo non poter essere altro che consigliere di opposizione, perché sin dall’inizio non è stata parte del progetto politico targato Fabio Termine, ha indicato nel PD il principale responsabile dell’attuale situazione e come Termine sia sindaco grazie al PD, affermando infine che “la città è delusa per l’arrivismo personale del sindaco, che non opera per il bene dei cittadini e a servizio dei cittadini”.

Per il consigliere Modica (PD) Fabio Termine ha mandato a casa chi si era speso per far votare e vincere il suo progetto politico e pur di salvare la poltrona di sindaco sta ora rinnegando sé stesso, a partire dalla rinnovata ZTL natalizia, e vorrebbe far diventare protagonista il consiglio comunale dopo ben tre anni e mezzo. Modica, ricordandolo slogan di Fabio Termine candidato sindaco “io parlerò alla città”, gli ha contestato di essere transitato nel PD senza parlare con nessuno, di aver nominato tre assessori senza parlarne con chi lo aveva fino a quel punto sostenuto e convocando invece alcuni consiglieri comunali della parte politica opposta. “Lei è un irresponsabile” ha concluso Modica rivolto al sindaco e compagno di partito.

Per Catanzaro Giuseppe è in atto una operazione di anestesia della politica, il metodo Termine esclude la politica mentre proprio la mancanza di politica è la causa di tutti i problemi, in città e in aula Falcone e Borsellino. Per Catanzaro si sta assistendo al masochismo del centro-destra, e da qui l’appello allo stesso centro-destra a non partecipare a certe riunioni a ranghi incompleti.

Per Catanzaro Clelia, capo gruppo di Forza Italia, il partito conferma il proprio ruolo di opposizione al sindaco, al quale peraltro la stessa FI aveva rivolto in passato l’invito ad aprirsi al confronto con l’opposizione.

Per il consigliere Bivona il sindaco, nel suo intervento introduttivo, ha raccontato una serie di “corbellerie”. “Perché non mi ha invitato a quell’incontro al Club della Roma? Quelli che ha invitato erano tutti tifosi della Roma?” ha chiesto ironicamente Bivona al sindaco. “Lei per questa città è un virus – ha proseguito Bivona – che prima ha contagiato il PD e che adesso si sta insinuando nel centro-destra, per annientare i soggetti che non hanno barriere immunitarie”. Come intenderebbe il sindaco coinvolgere il consiglio comunale? Perché Leonte non fa il vice-sindaco? ha proseguito Bivona riferendosi a domande che rimangono senza risposta. “Lei ha un ruolo deleteria in questa città – ha concluso – e oggi il bene della città lo si può fare solo con una mozione di sfiducia nei confronti dei sindaco”.

Anche per il consigliere Bellanca il sindaco ha raccontato una serie di “fandonie”, ricordando tra l’altro come le opere pubbliche a cui ha fatto riferimento sono andate avanti grazie al centro-destra e come il bilancio di previsione se lo sia approvato il centro-destra da solo, con la giunta e la coalizione di sinistra che avevano abbandonato l’aula. Per Bellanca “coinvolgere” vuol dire confrontarsi con i gruppi consiliari attraverso i capi gruppo, non convocare alcuni consiglieri comunali in luoghi esterni al Comune. Perché la politica si fa in aula consiliare. Per Bellanca il sindaco non ha idea di come funzionino le istituzioni, da qui anche l’invito a dimettersi da dirigente degli enti locali per il PD. Il consigliere Bellanca ha concluso preannunciando che da domani eserciterà il ruolo di “irresponsabile”, visto che il sindaco si ritiene autorizzato a rimanere sulla sua poltrona perché sicuro che i consiglieri di centro-destra continueranno a votargli le delibere per “senso di responsabilità verso la città”.

Per il consigliere Bono (FdI) Fabio Termine “ha tradito il voto popolare, perché prima ne ha combinate di tutti i colori amministrativamente e oggi non esiste più la coalizione politica che lo aveva eletto”. Rivolgendosi all’intero centro-destra Bono ha lanciato un appello a favore della mozione di sfiducia. Ulteriori 18 mesi con sindaco Fabio Termine sarebbero secondo Bono un male per la città, portando ad esempio la mancata partecipazione di Termine alla riunione importante con l’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale e la richiesta dell’assessore regionale ai beni culturali indirizzata al Comune di Sciacca circa eventuali esigenze della città in merito alla disponibilità di importanti risorse finanziarie da destinarsi al comparto museale, rimasta senza risposta da parte del Comune. Da qui l’appello di Bono alle forze di centro-destra circa “il coraggio dell’azione politica vera e la coesione dello stesso centro-destra per impedire che la prosecuzione della sindacatura faccia male alla città”.

Per la consigliera Daniela Campione (Europa Verde) “la posizione assunta da Termine e il suo arrivismo personale è imbarazzante”. Per la Campione “il sindaco mente quando non fa alcun cenno ai finanziamenti perduti (due progetti PNRR), è un elemento pericoloso per la sinistra e ben venga l’intervento della Corte dei Conti per la multa cdi 120 mila euro che il Comune deve pagare”.

Infine Cognata (capo gruppo di FdI), il cui intervento si differenzia da quello di Bono: per lui “la città ha necessità di avere un governo, la contrapposizione va fatta al PD  e il centro-destra deve costruire un progetto alternativa”.

Conclusi gli interventi accade l’imprevedibile.

Mentre si sta passando alla trattazione dei punti all’ordine del giorno (come detto, variazioni fuori bilancio per l’eventuale pagamento di somme per fatti nei quali il Comune è stato convenuto in giudizio), c’è una estemporanea richiesta di sospensione dei lavori da parte del consigliere Curreri (M5S). Ne consegue una riunione dei capi gruppo nella saletta retrostante l’aula consiliare, nella quale si prende contezza che i tre consiglieri del PD, quello del M5S, quella di Europa Verde, Giuseppe Catanzaro e alcuni altri consiglieri del centro-destra avrebbero abbandonato l’aula.

A questo punto l’intera coalizione di centro destra (tranne Grassadonio, Brucculeri, Blò, e il presidente Messina) decide di non ripresentarsi in aula, per evitare che si evidenzi una propria spaccatura e per non consentire alla nuova amministrazione di poter contare su una funzionalità del consiglio comunale garantita solo dalle forze politiche o da alcune di centro-destra, essendosi tutte dichiarate fino a quel momento opposizione.  

Ritornerà in auge nel 2026 la mozione di sfiducia?