
“Se lo spettacolo vi é piaciuto, siamo contenti. Ma siamo molto più contenti se, d’ora in poi, continuerete a fare vivere questo posto” In queste parole, pronunciate ieri sera al termine dell’ultimo spettacolo da Salvatore Monte ci sono le motivazioni di una carriera artistica indirizzata e motivata dall’amore per Sciacca e il suo patrimonio di storia, personaggi e tradizioni. Nella “mission” di Monte e della sua associazione “Sipario quattro”, lo spettacolo ha delle finalità che definire “civiche” non è esagerato. Sciacca é uno scrigno ancora socchiuso di tesori che vanno portati alla conoscenza di tutti noi, dei bambini, dei ragazzi. Amato Vetrano, Padre Arena e ora Francesco Scaglione sono usciti dal dimenticatoio grazie alla passione di Salvatore Monte e dei suoi collaboratori nel portare in scena la storia di questa città. Solo la conoscenza della storia ci pùò aprire le porte del futuro.




Un percorso all’interno dl Museo Scaglione che fa rivivere, con una magistrale interpretazione degli attori, con i movimenti coreografici,le vicende di questo grande personaggio e della sua famiglia, cui si deve oggi la fruizione del Museo con una visione altruistica del proprio patrimonio di oggettistica, mobili, ceramiche , dipinti che altrimenti sarebbero andati perduti o sarebbero stati relegati nelle stanze patronali, senza memoria e che invece sono stato donati alla collettività.




Il concetto di memoria collettiva é il tessuto connettivo che interseca il passato e il presente, dando forma all’identità di una società e si dipana attraverso intricate trame di ricordi condivisi e luoghi simbolici intrisi di significato. E’ questo il profondo significato della ricerca di Salvatore Monte. Non solo spettacolo dunque. Per questo gli diciamo “Grazie”!