Il circolo territoriale di Sciacca di Fratelli d’Italia ha diramato una propria nota politica a firma del coordinatore Ignazio Gallo, nella quale si commenta l’attuale situazione politica-amministrativa come quella di “una città ostaggio del Sindaco Termine”.

Le ultime esternazioni del sindaco – si legge nella nota – dicono che dobbiamo aspettare ancora altre due settimane per avere al completo la nuova giunta comunale, giorni che si aggiungono a quelli già trascorsi come se la gestione del nostro Comune fosse simile ad un condominio minimo di quattro residenti”.

Per Fratelli d’Italia “è inaccettabile che un Comune come Sciacca e i suoi cittadini debbano ancora subire tutta una serie di inefficienze, con la totale assenza di azioni propositive e urgenti al fine di concretizzare effetti immediati e progetti a lungo termine”.

Nella valutazione del Circolo territoriale di Sciacca, “le attività produttive di tutti i settori attendono dall’anno 2020 riscontri certi per investire nel nostro Comune, specie sui temi legati al governo del territorio. Si continua ad aspettare invano anche una programmazione per la zona industriale di contrada Santa Maria, completamente abbandonata da diversi anni. Attendiamo il PUDM, già nell’obblio, dando per certo che la prossima stagione estiva sarà ancora senza regole per le nostre spiagge”.

Tutto può ancora attendere – lamenta FdI- come i problemi legati al servizio idrico che registra turnazioni sempre più prolungati con numerose perdite, per non parlare delle difficoltà da parte delle aziende private a garantire l’eventuale servizio di distribuzione idrica per chi non è servito dalla rete pubblica. 

Anche il governo regionale può attendere per ricevere un contributo certo e fattivo nel processo amministrativo legato alle Terme di Sciacca.

Per non parlare del piano ARO, che non trova una soluzione condivisa e con l’amministrazione che non guida il processo di mediazione”.

Il Sindaco – conclude la nota – ha delle responsabilità nei confronti di tutti i cittadini e deve prendere delle decisioni puntuali e inconfutabili che non possono essere più rinviate, come non può essere rinviata la presa d’atto dell’avvenuto fallimento del progetto politico dell’amministrazione Termine, giunto al capolinea”.