Non passa certamente inosservato il pensiero espresso dall’On. Calogero Mannino con riferimento al futuro delle Terme di Sciacca, nel corso del più recente appuntamento di Vesper su RMK TV, che aveva come argomento di puntata il Teatro Samonà.

Non può passare inosservato sia per il rilevante spessore della persona politica in questione, sia perché l’On. Mannino è l’unico politico della storia moderna di Sciacca a cui va riconosciuto il merito di aver avuto una illuminata visione dello sviluppo della propria città autenticamente collegato al turismo termale.
Una visione la cui trasformazione in realtà aveva un nome (S.I.T.A.S.), di cui Mannino fu l’iniziale ideatore e regista, e che avrebbe dovuto produrre la realizzazione di 11 grandi alberghi termali per migliaia di posti letto, grazie ad un mix di risorse finanziarie pubbliche (Regione siciliana) e private (albergatori di Abano Terme), ma che alla fine purtroppo abortì nel più grande fallimento giudizialmente dichiarato nella storia della nostra regione.
Dialogando a Vesper con Massimo D’Antoni, l’On. Mannino sulla questione Terme ha detto:
- di non vedere destinata a successo l’attuale iniziativa da parte del Presidente della Regione, Renato Schifani, finalizzata al rilancio delle Terme di Sciacca, neanche se si facessero 33 bandi…
- di non crederci perché ha visto che non ha avuto finora alcun risultato (pur augurandosi che possa averlo in futuro), ma per farne che cosa…? quale attività termale?
- di considerare infatti inadeguato e insufficiente lo stabilimento termale di Via Agatocle: quale attività termale ci si potrebbe fare se il 40% circa dello stabile è occupato da uffici e servizi? Questi uffici e servizi andrebbero invece portati fuori dallo stabilimento e la destinazione migliore allo scopo avrebbe potuto essere quella dell’ex Motel Agip, se non fosse stato inopportunamente venduto per quattro soldi…
- l’errore di fondo fatto dalla Regione in tutta la vicenda termale è stato la liquidazione dell’Azienda delle Terme, recidendo in un certo qual modo con essa anche l’appartenenza delle Terme alla città di Sciacca
- occorre affrontare la realtà per quella che è, uscendo dall’attuale gioco all’equivoco, nel quale nessuno vuole una parola di chiarimento

Nel dire queste cose, che confido di aver riportato fedelmente, l’On. Mannino mi è apparso francamente animato da uno stato d’animo di pessimismo, differente da quello scetticismo che accomuna ancora tanti nostri concittadini e che può ritenersi comprensibile dopo undici anni di chiusura e abbandono del complesso termale.
Pur in apparenza del tutto simili, questi due atteggiamenti hanno in realtà un contenuto diverso: il pessimismo prevede il peggio, lo scetticismo sospende il giudizio; il pessimismo ha già deciso (in negativo), lo scetticismo non decide finché non può farlo in modo fondato.
Mi dispiacerebbe averci visto giusto, perché a mio modo di vedere sarebbe di gran lunga preferibile se una persona del calibro dell’on. Mannino fosse anch’egli animato da quel sentimento di speranza e di fiducia che può invece controbilanciare lo scetticismo e coesistere con esso, sostenendo gli sforzi in atto da parte della società civile per annullare gli effetti disastrosi che una dissennata cattiva politica regionale sul termalismo ha ingenerato nel tempo sulle Terme di Sciacca e nel sentiment della comunità cittadina.
E nel contesto generale e pluriennale di questa “cattiva politica regionale” del passato, principale se non esclusiva causa della prolungata chiusura dei complessi termali di Sciacca e Acireale, l’attenzione che il presidente Schifani sta adesso rivolgendo al rilancio del termalismo siciliano segna a mio avviso un cambiamento di rotta radicale rispetto ai suoi predecessori, e solo per questo meriterebbe una maggior considerazione di quel che traspare dalle parole dell’on. Mannino.
La scelta legislativa a suo tempo compiuta (e non da Schifani) di sottrarre i complessi termali di Sciacca e di Acireale alla gestione pubblica, per privatizzarli in termini gestionali, e che Mannino considera come un errore di fondo, può al contrario essere considerata l’inevitabile conseguenza della comprovata incapacità della Regione siciliana di svolgere un efficace ruolo imprenditoriale nel settore del turismo termale, scelta tra l’altro avvalorata dal fatto che i centri termali del benessere che in Italia funzionano bene sono tutti a gestione imprenditoriale privata.
La scelta di puntare sul Partenariato Pubblico Privato, questa sì del presidente Schifani, è comunque essa stessa una dimostrazione di come la Regione non si stia oggi chiamando fuori, come parte pubblica, dal percorso di rilancio del termalismo, ma stia al contrario cercando di privilegiare quella collaborazione sinergica pubblico-privato che in tanti avevano auspicato come presupposto essenziale del rilancio delle Terme.
Il primo avviso pubblico (prorogato) per le manifestazioni di interesse non ha prodotto risultati, è vero, e questo chiaramente dimostra che qualcosa non ha funzionato. Il secondo avviso pubblico, prontamente emanato, contiene tuttavia sostanziali e fondamentali elementi di novità, suscettibili di renderlo decisamente più appetibile, e anche questo può supportare fiducia e speranza, in antitesi al pessimismo.
L’osservazione dell’on. Mannino in merito allo stabilimento mi appare invece utile e opportuna, perché proprio lo stabilimento termale di Via Agatocle dovrà rappresentare il cuore pulsante del futuro complesso termale riqualificato. Se tutti gli attori della vicenda termale iniziassero a discutere e a confrontarsi in modo costruttivo anche su i tanti aspetti collaterali, la soluzione potrebbe anche continuare ad essere rappresentata dall’ex Motel Agip, acquistato per circa 800 mila euro da una società agrigentina che non ha il turismo nel proprio core business. Si potrebbe, quindi, anche ipotizzarne un riacquisto utilizzando una minima parte delle future risorse finanziarie del Partenariato Pubblico Privato, o dei 50 milioni di euro del Fondo di Sviluppo e Coesione già stanziati dalla Regione, ovvero facendo ricorso a quel milione e mezzo di euro che il Governo Musumeci aveva stanziato a favore delle Terme di Sciacca, che il Comune di Sciacca non ha saputo utilizzare e che sono stati inghiottiti dal bilancio regionale senza che nessuno della classe politica cittadina muovesse ciglio e provasse a fare qualcosa.
Certamente i motivi di perplessità e di preoccupazione in merito allo stato attuale e agli sviluppi futuri della questione termale di Sciacca non mancano, e il Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca nella recente assemblea cittadina ne ha fatto una dettagliata e anche nutrita elencazione.
Motivi che attengono, in primis, al rischio di perdere in tutto o in parte i 50 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione se non dovesse essere rispettato il cronoprogramma (2027/2029) già previsto per l’utilizzo di tali risorse e poi al (misterioso) non inserimento delle grotte vaporose del Monte Kronio tra i beni termali oggetti del futuro Partenariato Pubblico Privato.
Solo con l’impegno di ciascuno di noi, e quindi dell’intera comunità cittadina, solo credendoci, questi ed altri aspetti di incertezza che gravano sulla questione termale potranno essere superati e potremo arrivare a far diventare realtà la nostra speranza: ridare luce e vita alle Terme di Sciacca. L’importante è non mollare, non cedere al pessimismo.
Questa occasione dei giorni attuali rappresenta il nostro ultimo treno per tornare ad essere Sciacca Terme, e quel che può farci salire su questo treno è la speranza unita all’impegno costruttivo.
In conclusione voglio sperare di poter condividere anche con l’On. Mannino la consapevolezza che per poter vincere questa sfida della riapertura e valorizzazione delle Terme di Sciacca occorra pensare e agire in positivo, ciascuno per la sua parte, contribuendo a ridare un ruolo da protagonista alla nostra comunità cittadina anche per poter contribuire a risolvere tutti gli elementi di incertezza e di perplessità che contraddistinguono l’attuale percorso intrapreso dalla Regione e convincere la Regione stessa ad ascoltare le parole di chiarimento che sono già arrivate e possono ancora arrivare a Palermo da Sciacca.