Sullo stagno della crisi politico-amministrativa di Sciacca si registra stamani la seguente lettera aperta alla cittadinanza dei consiglieri comunali Raimondo Brucculeri (Movimento Controcorrente) e Maurizio Blò (indipendente del gruppo misto), associati nell’azione politica cittadina in “Uniti e Liberi”:

“Cari concittadini,

ci rivolgiamo a voi per condividere, con la massima trasparenza, una riflessione amara ma necessaria sullo stato della nostra Amministrazione comunale.

Già nel settembre 2024 evidenziammo pubblicamente una doppia crisi: quella amministrativa, fatta di incapacità progettuale e di visione, e quella politica, con una maggioranza consiliare ridotta a soli 7 sostenitori su 24.

In quel momento, sostenemmo che andare a elezioni anticipate fosse l’unica scelta responsabile per Sciacca.

La ragione era chiara: interrompere subito un blocco paralizzante per poter sfruttare la storica opportunità dei fondi del PNRR. Un’amministrazione legittima, solida ed efficiente avrebbe potuto cogliere quelle risorse. Come si dice, “non esistono venti favorevoli per la nave che non sa dove andare”. Noi vedevamo una nave senza rotta, e chiedevamo dicambiare timoneria.

Cosa è successo invece?

Le nostre parole sono rimaste inascoltate. Chi, in Consiglio, concordava a parole sulla gravità della situazione, non ha mai trovato il coraggio di firmare la mozione di sfiducia.

Tutti si riempivano la bocca del “superiore interesse della città” (permetteteci di dubitare, con un amaro sorriso, che l’interesse principale di alcuni fosse invece la propria poltrona).

Abbiamo insistito per mesi.

Poi, il 3 novembre, la già fragile coalizione di maggioranza è implosa definitivamente, tra litigi e divisioni. Il risultato che vi consegniamo oggi è surreale: un Sindaco sostenuto da un solo consigliere e una Giunta al lumicino, che amministra – se così si può dire – in un immobilismo totale e inaccettabile.

La beffa? Ora persino i consiglieri della vecchia maggioranza parlano di sfiducia. Ognuno addurrebbe motivazioni nobilissime, sempre per il “bene della città”.

Eppure, le firme continuano a mancare. Noi abbiamo depositato la mozione. Abbiamo firmato. La nostra è l’unica proposta concreta sul tavolo.

Gli altri? Preferiscono la comoda ambiguità, forse per calcoli che poco hanno a che fare con le vostre esigenze.

La situazione è quindi questa:

– Il Sindaco non si dimette.

– Il Consiglio non vota la sfiducia.

– La città è ferma.

Mentre Roma assegna risorse, Sciacca rischia di perdere il treno del futuro. Mentre le altre città programmano, noi assistiamo a una tragicommedia di dichiarazioni senza seguito, dove l’unico vero interesse sembra essere la conservazione del proprio posto.

Noi, come vostri rappresentanti, non possiamo più tacere. Non vogliamo essere complici di questo sonno amministrativo. Con questo atto, assumendoci ogni responsabilità, ribadiamo che per Sciacca è tempo di svegliarsi e scegliere.

Con amarezza, ma con determinazione”.