Comunicato stampa
Italia Nostra esprime la propria soddisfazione per la riuscita del corteo nazionale “No Ponte”, svoltosi a Messina, al quale ha partecipato con una rappresentanza qualificata e convinta delle numerose Sezioni e dei Presidi provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria.

Particolarmente significativa è stata la vasta adesione morale giunta da tutta Italia: da Trento a Pachino, sezioni, soci e simpatizzanti hanno fatto sentire il loro sostegno, riconoscendo nello Stretto uno dei paesaggi più fragili e preziosi del Paese, da salvaguardare con scelte responsabili e lungimiranti.
A conclusione della manifestazione a piazza Duomo, fra gli interventi dei referenti delle numerose realtà associative e politiche che hanno partecipato al corteo, è intervenuta per Italia Nostra la presidente regionale, Nella Tranchina, per ribadire il fermo dissenso dell’associazione verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto, un’opera inadeguata rispetto alle reali necessità dei territori. rischiosa dal punto di vista ambientale e incompatibile con una visione moderna e sostenibile dello sviluppo infrastrutturale, “un vampiro che sottrae risorse pubbliche alle reali necessità delle nostre comunità”.
Italia Nostra, fedele alla propria missione, continuerà a richiamare l’attenzione sulla necessità di investire in manutenzione delle infrastrutture esistenti, messa in sicurezza del territorio. mobilità sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale, priorità indispensabili per garantire uno sviluppo realmente utile alle comunità locali.
Dopo aver letto le motivazioni della Corte dei Conti che ha bocciato il Ponte sullo Stretto, non si può che auspicare ancora con maggiore convinzione la chiusura della Stretto di Messina S.p.A. – i cui azionisti sono il Ministero dell’Economia e delle Finanze (55,162%), l’ANAS S.p.A. (36,699), Rete Ferroviaria Italiana S.p.A (5,829%), la Regione Calabria (1,155%) e la Regione Siciliana (1,155%) – dal 1981 protagonista di un colossale esborso di denaro pubblico per un’opera che viola due direttive europee e il cui iter è del tutto illegittimo. La Corte dei Conti ha scritto nero su bianco ciò che da anni tutti noi affermiamo a seguito di studi, analisi. approfondimenti di tipo tecnico, giuridico, economico-finanziario e ambientale.
Inoltre, 150 prescrizioni relative al progetto devono ancora essere risolte. Siamo di fronte ad un colossale inganno costato ai contribuenti, fino ad oggi, più di un miliardo, con la prospettiva di spenderne altri
quattordici, di miliardi, per realizzare (forse!) un grandioso ecomostro che non vogliamo!
L’Associazione ringrazia tutte le Sezioni e Presidi che hanno sostenuto l’iniziativa e in particolar modo i volontari di Messina, Milazzo e del presidio Nebrodi che hanno partecipato attivamente, contribuendo a dare voce, competenza e forza civile a una battaglia che riguarda l’intero




