“I care” è diventato nel tempo una parola-chiave che concentra in due sillabe un atteggiamento intero, un coinvolgimento emotivo o di responsabilità verso qualcosa o qualcuno: “mi importa”, “ci tengo”, “mi sta a cuore”.
Un invito esplicito a prendersi responsabilità, a non restare spettatori, a mettere un frammento di sé nelle cose che contano. E nel tempo è diventato anche un emblema culturale ed educativo, quasi una bussola tascabile: pochi caratteri, grande carica etica.
Ci sembra questa l’espressione più significativa per riassumere in due sillabe l’operato del Direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca, composto da un gruppo di cittadina attivi che da oltre un quinquennio operano instancabilmente per il raggiungimento di un obiettivo che sta loro a cuore e per il quale hanno ricevuto un vero e proprio mandato da quelle diecimila persone che il 6 Marzo 2024 diedero vita alla più grande mobilitazione civica e popolare che la storia moderna di Sciacca ricordi: per la riqualificazione, la riapertura e la valorizzazione di quell’identitario patrimonio termale di Sciacca che la Regione siciliana ha dismesso da oltre dieci anni.

Ieri mattina si è svolta l’assemblea cittadina del Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca, con la quale il Direttivo ha inteso fare il punto della situazione sulla questione termale, con una finalità innanzitutto di informazione su quanto avvenuto da quel 6 Marzo 2024 ad oggi, con una finalità poi di condivisione e di confronto con quella base popolare e associativa che costituisce l’essenza stessa del Comitato Civico e infine per alzare i giri del motore in vista di quel che potrebbe anche accadere e prepararsi a far ripartire la mobilitazione civica e popolare se ce ne sarà la necessità.

Dopo il saluto e il messaggio introduttivo del presidente onorario, avv. Ignazio Cucchiara, la parte informativa e di condivisione, anche emotiva e appassionata, è stata affidata a Nino Porrello, Filena Rizzuto e Pippo Graffeo.

Il coordinatore Porrello ha illustrato il percorso compiuto successivamente a quel 6 Marzo 2024, che ha condotto al fatto nuovo e assai importante di uno stanziamento di 50 milioni di euro da parte del governo regionale a guida Renato Schifani e ad un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di qualificati imprenditori del settore turistico-termale che si dichiarino disponibili ad investire anch’essi proprie risorse finanziarie con una partecipazione “significativa” all’investimento complessivamente quantificato in 100 milioni di euro per la riqualificazione e rilancio del complesso termale di Sciacca, parte privata a cui sarebbe poi affidata la gestione in esclusiva del complesso per 99 anni. Ma accanto a questi elementi positivi non sono stati sottaciuti anche aspetti che ad oggi creano perplessità e preoccupazione, e che sono stati chiaramente delineati.
L’intervento di Filena Rizzuto ha inteso focalizzare la necessità per l’intera città di entrare in modo convinto e consapevole in quella fase che il Comitato ha inteso racchiudere nella formula “È tempo di prepararci per accogliere” così come lanciare un monito alla classe politica cittadina, che deve convincersi di dover svolgere un ruolo primario e non più rinviabile nella programmazione, progettazione e realizzazione di tutti gli aspetti infrastrutturali e dei servizi che una città termale richiede.
Pippo Graffeo infine, con il suo empatico stile, ha dato voce a quel “I care” che anima la passione civica del Direttivo e che dovrebbe accumunare l’intera comunità cittadina.
Qui di seguito il contenuto integrale degli interventi dei tre esponenti del Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca:
Hanno fatto seguito gli interventi del sindaco Fabio Termine, del consigliere comunale Ignazio Bivona, di Peppino Di Giovanna, Michele Ferrara, Pierina Di Martino, Santina Matalone, Giacomo Glaviano, Antonella Bondì, Giuseppe Caruana, Ciro Pinelli, Toni Russo.
Sono arrivati spunti e riflessioni sicuramente utili, che possono soltanto rafforzare e arricchire l’azione già di per sé preziosa svolta dal Comitato Civico Patrimonio Termale, le cui principali linee direttive possono al momento così riassumersi:
- attesa comunque contrassegnata da speranza e fiducia circa l’esito positivo il 27 febbraio 2026 delle manifestazioni di interesse, prima fase di quel Partenariato Pubblico Privato che richiederà poi ulteriori fasi procedurali e almeno un altro anno per arrivare all’esecuzione dei lavori;
- esigenza di cambiare immediatamente strada e strategia qualora non si registrassero manifestazioni di interesse, con un piano B finalizzato a sganciarsi dal percorso di Partenariato Pubblico Privato per mettere a quel punto in sicurezza i 50 milioni di euro di risorse pubbliche già stanziate, che tuttavia hanno un cronoprogramma rigido e definito di utilizzo, ad oggi entro il 2029
- vigilanza e rinnovata attenzione su criticità oggi emergenti, quali il mancato inserimento, del tutto incomprensibile, delle grotte vaporose del Monte Kronio tra i beni oggetto di riqualificazione e rilancio e il rispetto della tempistica di utilizzo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, sulla quale si registra già un ritardo di oltre un anno
- avvio dell’iniziativa “È tempo di prepararci per accogliere”, ad oggi messa temporaneamente in stand-by, con il coinvolgimento di molteplici attori dell’intero territorio.