
Bello. Intenso. Interpretato molto bene. Di grande impatto, anche emotivo. E di profondo contenuto, umano e sociale.
Con otto donne sul palcoscenico, il cui filo conduttore non è stato soltanto il testo del copione, ma anche il cuore.
E non poteva essere diversamente, visto che il tema dello spettacolo teatrale era la violenza sulle donne.
Di cuore e di talento interpretativo ce ne hanno messo davvero tanto, per mettere in scena storie di donne che raccontano violenze subite, psicologiche e fisiche, e steoropiti di genere: violenze e stereotipi di cui hanno parlato in tanti nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per la quale lo spettacolo è stato preparato, ma la rappresentazione andata in scena ieri sera sul palco del Teatro Popolare Samonà di Sciacca, dinanzi a settecento persone in platea, ad opera delle allieve e interpreti della scuola di teatro “Cine Micron” di Ignazio Raso e Simone Perronace è stata di quelle che lasciano il segno, grazie in particolare all’ormai comprovata abilità registica dei maestri Ignazio e Simone

e all’ottima prova interpretativa delle protagoniste: nadia accardi, vittoria fodale, anna leotta, enza licata, valentina navarra, monica pavan, debora piazza, gloria sanfilippo.


Lo spettacolo ha come titolo “m’ama non m’ama” e l’associazione culturale “Cine Micron” lo ha realizzato in collaborazione con l’associazioni FIDAPA presieduta da Maria Grazia Cascio, con il ROTARY Club presieduto da Stephanie Bish e con l’Inner Wheel presieduta da Valentina Spagnolo: tre donne alla guida di associazioni e club service significativi di Sciacca, che hanno accolto con entusiasmo l’idea di realizzare una performance teatrale sulla violenza di genere e di destinarne il ricavato a scopo benefico a favore di AVULSS.

Cine Micron, Fidapa, Rotary Club e Inner Wheel hanno assicurato il sold out e il pubblico che ha riempito il Samonà è stato ripagato da uno spettacolo di alto livello, con tutte le caratteristiche tipiche della scuola e della regia di Ignazio Raso e Simone Perronace: ambientazione minimale (due sedie rosse e un cubo di legno), atmosfera visiva fortemente fondata sui colori, forte relazione dello spettatore con luci, suoni e movimenti, intensità interpretativa. Insomma, una scenografia che non si limita a “fare lo sfondo”, ma traduce temi ed emozioni del testo in uno spazio che diventa una seconda pelle del racconto. E nella quale i movimenti scenici dei protagonisti diventano vera e propria coreografia nei momenti in cui la musica fa da filo conduttore e parte integrale del prodotto teatrale.
Alla fine applausi calorosissimi e meritatissimi per le otto interpreti e i due maestri Ignazio e Simone.
Abbiamo ripreso alcuni momenti di “m’ama non m’ama”, in aggiunta a queste nostre parole di commento, per consentire ai lettori di apprezzarne ancor più la qualità:



























