Riceviamo dal Sig. Vincenzo Catania la seguente lettera, che pubblichiamo molto volentieri:

Egregio Direttore,
Scrivo in seguito all’importante incontro di oggi, promosso dal Comitato Civico patrimonio termale, presso il Teatro Samonà, seguito grazie la diretta Facebook, un’occasione che ha riacceso il dibattito sul futuro del nostro prezioso patrimonio termale. L’attenzione è comprensibilmente focalizzata sul bando della Regione Siciliana per la vendita delle strutture, ma è fondamentale allargare lo sguardo oltre l’atto formale di cessione.

La domanda cruciale che dobbiamo porci, come cittadini e come comunità, è: perché un investitore privato dovrebbe mettere i propri capitali nelle Terme di Sciacca e, di fatto, nella nostra città, nelle condizioni attuali?

Le Terme non sono un’isola; il loro successo è indissolubilmente legato alla qualità dell’accoglienza e dei servizi offerti dalla città di Sciacca.

Oggi, Sciacca presenta una serie di criticità infrastrutturali e di gestione urbana che mettono seriamente in discussione la sua prontezza ad accogliere un flusso turistico di alto livello, necessario per sostenere un investimento termale:

  • Infrastrutture e Decoro Urbano: Sebbene se ne parli dagli anni ’70, la città è ancora priva di aree di parcheggio adeguate per i turisti. Il viale principale delle terme, mostra una carreggiata deformata da avvallamenti, ringhiere arrugginite e aiuole divelte, con alberature non idonee.
  • Investimenti e Riqualificazione Urbana (Assenza di Visione a Lungo Termine): Gli ultimi interventi di riqualificazione del centro storico, che avevano portato un notevole miglioramento, risalgono all’Amministrazione Cucchiara (anni fa). Da quel momento, Sciacca ha visto pochissimi investimenti destinati a migliorare e dare lustro al bene pubblico. Ad oggi, mancano quegli interventi significativi che possano veramente preparare la città e il centro storico all’accoglienza turistica richiesta da un investimento termale di alto livello.
  • Commercio e Servizi Turistici: In piena stagione estiva, assistiamo a una gestione degli orari commerciali illogica per un centro turistico: attività aperte nelle ore più calde e poi chiuse la sera, quando il turista cerca la vita del centro storico. Inoltre, la chiusura contemporanea di molti locali nello stesso giorno rende il centro poco attrattivo, con poche attività collaterali di interesse culturale.
  • Declino del Centro Storico: Il cuore della nostra città continua a vedere la chiusura di sempre più attività commerciali, un segnale preoccupante del suo lento declino.
  • In conclusione:
    La Regione chiede un investimento milionario, ma la città di Sciacca, in questo momento, offre lo scenario di un’opportunità parziale e rischiosa per un imprenditore. Nessun privato investirà seriamente su un immobile, per quanto pregevole, se il contesto urbano non è all’altezza dell’investimento stesso.
    È tempo che l’amministrazione comunale e tutti gli enti coinvolti rispondano con urgenza a questi interrogativi. Quali azioni concrete e immediate verranno intraprese per rendere Sciacca una città “pronta” ad accogliere l’investimento privato e a supportare la rinascita delle Terme?
    Il futuro del nostro patrimonio non si decide solo con un bando, ma con la volontà politica e civica di rendere la città attrattiva, funzionale e degna di un investimento di tale portata.
    Con la speranza di un dibattito costruttivo.
    Cordiali Saluti,
    Vincenzo Catania

Egr. Sig. Catania, La ringrazio innanzitutto del suo personale contributo, che ci giunge assai gradito.

Mi permetto solo di aggiungere che dall’incontro odierno alcune risposte sono a mio avviso emerse. È stato detto esplicitamente che a Sciacca nell’ultimo decennio l’iniziativa privata sotto il profilo dell’investimento imprenditoriale non è certo mancato, mentre è stata del tutto latitante o quasi la parte pubblica, intendendo con essa Comune e Regione. Nella stessa direzione da Lei indicata si muove l’iniziativa promossa dal Comitato Civico “È tempo di prepararci per accogliere”,specificatamente indirizzata alle esigenze connesse ai bisogni di una città che vuol essere autenticamente termale, che è stata messa in stand-by in attesa del positivo riscontro di manifestazioni di interesse all’Avviso Pubblico emesso dalla Regione nell’ambito del Partenariato Pubblico Privato. Qualcosa insomma inizia a muoversi nella direzione da Lei indicata, ma sicuramente c’è tanto da fare. (Nino Porrello)