“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”.
Prendendo in prestito il celebre aforisma di Confucio, possiamo affermare senza timore che egli vedrebbe nella storia della famiglia Di Giovanna, la perfetta incarnazione del suo motto. Questi lungimiranti imprenditori saccensi, infatti, hanno trasformato il corallo non in un semplice mestiere, ma nella storia stessa della loro vita. L’impegno che si fonde con la passione è così viscerale che si vocifera che nel loro corpo non scorrasangue, ma corallo.
Quest’epopea straordinaria è iniziata con la tenace e resiliente nonna Concettina Nocito, vera artefice di questo inesauribile amore. Una donna che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ha sfidato i pregiudizi dell’epoca, gettando le fondamenta di una tradizione tramandata con forza attraverso più generazioni.
La forza di quest’eredità si manifesta nel profondo legame con la materia, come testimonia Laura Di Giovanna: “Da piccola non giocavo con le bambole ma con i gioielli.” Questa frase racchiude l’essenza di una passione che è diventata vocazione fin dall’infanzia.
Ci sono storie che superano i confini del privato e meritano, per la loro intrinseca magia, di essere raccontate, tramandate e custodite per la memoria collettiva. E la storia del prezioso Corallo di Sciacca, legata indissolubilmente al percorso di vita della famiglia Di Giovanna, è una di queste.
Dopo l’inaugurazione del rinnovato Museo del Corallo della famiglia Nocito, un altro evento attesissimo ha letteralmente rapito la città. Un successo senza precedenti per il documentario “Deep Coral, l’incredibile epopea del Corallo di Sciacca”. L’affluenza di pubblico incontenibile nella piccola ex chiesa normanna della Raccomandata ha costretto gli organizzatori a una doppia proiezione per consentire a tutti di assistere all’anteprima nazionale del documentario.
Dalle profondità del tempo e dell’oblio, emerge una grande storia intrisa di leggenda, realizzata da Fuoririga e diretta da Gero Tedesco. Prodotto dal Museo Nocito del Corallo di Sciacca e inserito nel dossier di candidatura di Agrigento Capitale 2025, “Deep Coral” è il racconto che per la prima volta narra l’anima di una città e di un popolo, offrendo ai fruitori la possibilità di innamorarsi e lasciarsi rapire dalla storia del corallo saccense.
Immagini di altissima qualità raccontano come Sciacca, piccola città del Mediterraneo, si sia trasformata in protagonista della caccia all’oro rosso. Il documentario riporta in vita le storie di business legate alla scoperta casuale del corallo a poche miglia dalla costa, un episodio che “oggi diremmo diventa virale”, attirando ben 800 barche a pescare in cerca di fortuna. Si susseguono poesia e leggenda con figure come Betto Ammareddu, Alberto Maniscalco e i racconti dei primi pescatori che si rivolsero agli esperti trapanesi non sapendo come pescare il tesoro sommerso. Viene evidenziato anche come altri, in particolare quelli di Torre del Greco, abbiano sfruttato appieno questa risorsa, arrivando a fondare una scuola di corallo, un progetto che, purtroppo, non si è concretizzato a Sciacca.
Il Corallo di Sciacca non è un semplice ornamento, ma un capitolo a sé nella storia della gioielleria mondiale. Unico nel suo genere, è un corallo subfossile e quindi un materiale intrinsecamente ecosostenibile. Acquistare un pezzo di Corallo di Sciacca significa, letteralmente, comprare un frammento di storia irripetibile.
La sua epopea, finalmente riportata alla luce in modo dignitoso, non si ferma all’entusiasmo della première. Il prossimo appuntamento è già fissato per il 25 novembre al Museo Archeologico Griffo con la mostra tematica: I segreti del corallo di Sciacca. E le sorprese non finiscono: l’Ingegnere Di Giovanna ha annunciato con emozione l’imminente pubblicazione di un saggio storico che garantirà una definitiva e autorevole documentazione dell’epopea dell’oro rosso.

La storia, la maestria e la bellezza del corallo di Sciacca rappresentano un patrimonio inestimabile per il futuro della nostra comunità. “Deep Coral” potrebbe essere inoltre un veicolo didattico potentissimo per riscoprire l’identità locale, pertanto ci auguriamo che questo documentario venga immediatamente integrato nei progetti scolastici per forgiare i giovani saccensi alla consapevolezza e all’orgoglio della loro unica e irripetibile eredità.


