È trascorso poco più di un anno da quando il 12/11/2024 abbiamo pubblicato un articolo intitolato: “ Quel turismo che non si riesce a destagionalizzare”, nel quale indicavamo proprio nei quattro alberghi di Sciacca del gruppo Mangia’s un significativo esempio di incapacità dell’imprenditorialità turistica siciliana di destagionalizzarsi.

Non potevamo quindi che ripensare a quell’articolo quando, giovedì di questa settimana, abbiamo partecipato ad un importante convegno svoltosi proprio a Sciacca, dedicato alla grande sfida per il turismo siciliano: che, udite udite, è proprio quella della destagionalizzazione.

Un convegno sicuramente di alto profilo, per la presenza di qualificati relatori e in particolare dell’assessore regionale al turismo Elvira Amata.

Mentre seguivamo attentamente i diversi interventi, dai contenuti tutti fortemente orientati verso l’esigenza ormai irrinunciabile di allargare temporalmente in Sicilia la stagione turistica anche ai mesi invernali fino a raggiungere l’obiettivo dei 365 giorni di apertura, riflettevamo sull’incongruenza rappresentata dal fatto che a poco meno di un chilometro dal luogo dove si stava svolgendo il convegno ci stanno 4 alberghi, quelli di Sciaccamare della famiglia Mangia, che hanno sempre rappresentato e continuano a rappresentare il più classico esempio di una certa classe imprenditoriale che non ha mai avuto l’intraprendenza imprenditoriale di puntare alla destagionalizzazione attraverso il termalismo, pur riconoscendo al gruppo Mangia il merito di aver assicurato al territorio di Sciacca costanti e significativi flussi turistici nei mesi in cui le strutture alberghiere del complesso rimangono aperte.

Molti lettori si chiederanno il perché di questa nostra affermazione. È presto detto.

I 4 alberghi di Sciaccamare vennero costruiti (dalla Regione Siciliani in partenerschip con gli albergatori di Abano/Terme) per essere alberghi termali, ognuno di essi dotato di autonomo reparto termale e rifornito di acqua sulfurea, con possibilità quindi di effettuarvi fangoterapia, balneoterapia, aerosol terapia e inalazioni.

Dopo che vennero rilevati dal gruppo imprenditoriale Mangia nella procedura fallimentare della SITAS, inizialmente vennero utilizzati anche a scopo termale per la clientela degli stessi alberghi, ma questa loro “natura” non è stata tuttavia mai valorizzata nell’azione di marketing del gruppo alberghiero in questione, che ha sempre preferito puntare sull’aspetto del turismo balneare ed estivo.

La conseguenza è stata che, progressivamente negli anni, i reparti termali dei singoli alberghi sono stati chiusi fino a ridursi ad uno solo, quello presso l’Hotel Lipari. La mancata valorizzazione della risorsa termale è stata tale che anche nello stesso territorio di Sciacca si è pian piano persa consapevolezza che, dopo la chiusura dello stabilimento termale pubblico e del Grand Hotel delle Terme in Via Agatocle, le terme di Sciacca in realtà hanno continuato a sopravvivere” privatamente presso l’hotel Lipari del gruppo Mangia.

E, cosa ancor più grave, il brand “Terme di Sciacca” è stato dimenticato e si è progressivamente perduto sia a livello nazionale che internazionale, mentre se i 4 alberghi Mangia’s di Sciacca avessero preservato i propri 4 reparti termali, la storia sarebbe potuta andare ben diversamente e quella “privatizzazione” del termalismo che la Regione Siciliana ha stabilito per legge oltre vent’anni addietro, senza essere mai riuscita a realizzarla, a Sciacca sarebbe stata cosa fatta già da tempo.

È di tutta evidenza come la scelta imprenditoriale dei Mangia sia stata nel tempo ben diversa, anche perché non hanno mai investito alcunché sull’ammodernamento dell’unico reparto termale rimasto in vita, mentre ingenti investimenti li hanno indirizzati su altri luoghi della Sicilia e in Sardegna.

Nulla da dire su questa scelta, trattandosi di imprenditore privato che può fare quel che vuole, ma se essa poteva anche risultare comprensibile (?) in tempi in cui il termalismo veniva considerato in crisi e non si chiedeva a gran voce la destagionalizzazione, appare invece difficilmente decifrabile adesso, in tempi in cui il termalismo del benessere è tornato fortemente in auge e l’esigenza di destagionalizzare il flusso turistico in Sicilia è diventato un giustificatissimo mantra: e tutti sappiamo bene come proprio il termalismo può costituire un potentissimo fattore per veicolare turismo ricco e destagionalizzato, anche in inverno.

L’unica positiva novità che il gruppo Mangia ha fatto nel frattempo registrare sotto questo aspetto, da due anni a questa parte, è stata l’apertura del reparto termale dell’hotel Lipari all’utenza esterna, con il supporto dell’assistenza sanitaria nei limiti del budget (assai limitato) concesso dalla Regione siciliana.

Bene, sicuramente, e i dati numerici degli accessi lo confermano pienamente, ma il budget regionale è comunque limitato, gli impianti e la struttura complessiva del reparto termale avverte visibilmente il peso del tempo e comunque la scelta imprenditoriale e di marketing del gruppo Mangia rimane lontana anni luce dal considerare la risorsa termale del benessere un valore aggiunto di assoluto rilievo per i 4 alberghi di Sciacca, tale da veicolare in forma destagionalizzata nuove correnti turistiche straniere, che continuano a dirigersi verso altri paesi (come Spagna e Slovenia) per fare le Terme d’inverno.

Forse si preferisce chiudere per 4/5 mesi e rimanere nella propria zona imprenditoriale di comfort, tanto per il personale (stagionale…) c’è il ripiego dell’indennità di disoccupazione.

Una scelta imprenditoriale, quella di non puntare anche sul termalismo, a nostro avviso comunque miope, che penalizza ulteriormente il territorio di Sciacca, già pesantemente vittima della ben nota incapacità storica della Regione di gestire e di portare in asset il termalismo siciliano.

Quel turismo che non si riesce a destagionalizzare

DiNINO PORRELLO

 OTT 12, 2024

Oggi 12 Ottobre 2024 a Sciacca, in Sicilia, è una splendida giornata di sole. C’è una brezza piacevolmente fresca, il mare è calmo e ancora caldo, i raggi del sole lo illuminano rispecchiandosi sull’azzurro dell’acqua. La spiaggia è quasi deserta, sono davvero pochi i privilegiati che prendono il sole sdraiati o passeggiando.

Fa uno strano effetto pensare al fatto che dei quattro alberghi di Sciaccamare due sono già chiusi da alcuni giorni, uno chiuderà domani e l’unico superstite rimarrà aperto solo fino al 3 Novembre.

Alla faccia della destagionalizzazione del turismo, mi viene da pensare, cioè di quell’allungamento nel tempo della stagione turistica ben oltre il periodo che tradizionalmente va da giugno a settembre, fino ad arrivare ad una apertura per 365 giorni l’anno. Destagionalizzazione che tutti gli economisti, esperti di turismo e addetti ai lavori auspicano fortemente.

E se non la facciamo noi in Sicilia, con il clima e le mete di cui disponiamo, dove altro può farsi?

Per i flussi turistici provenienti dal Nord Europa il clima siciliano, anche quello invernale, è una specie di estate e poi… vuoi mettere le bellezze naturalistiche, monumentali e le tradizioni della Sicilia… in certi paesi del Nord Europa neanche se le sognano.

E invece in Sicilia come a Sciacca restiamo al palo, mentre altrove sono molto avanti in questo prolungamento della stagione, che non riguarda solo le città d’arte, prova ne sia una telefonata fatta all’Ufficio Turistico di Abano Terme, dove, udite udite, ci dicono che oltre 100 alberghi termali restano aperti per 365 giorni, quindi tutto l’anno l’anno.

Stiamo parlando del Veneto, signori miei, e lì il clima è molto più inclemente e i dintorni assai meno suggestivi…

Ma lì hanno le Terme…, potrà obiettare qualcuno, e anche a ragione.

Peccato però che le Terme potrebbero averle anche i quattro alberghi di Sciaccamare, tutti collegati in modo funzionale ad un pozzo di acqua sulfurea, quindi con la possibilità di farvi i famosi fanghi di Sciacca e le cure inalatorie, e anche il benessere puro in piscina con l’acqua sulfurea.

Ma il reparto termale funzionante lo ha soltanto uno dei quattro alberghi, il Lipari, che ha chiuso i battenti il 10 Ottobre, senza che il gruppo imprenditoriale MANGIA’S abbia mai deciso di investire in una ristrutturazione straordinaria della parte termale, a distanza di oltre cinquant’anni dalla costruzione.

Se lo sapessero quelli del Nord Europa, quelli che vanno a fare turismo termale destagionalizzato in Spagna o in Slovenia, magari a Sciacca e in Sicilia ci verrebbero pure, e di corsa.

Ma le proprie Terme il gruppo MANGIA’S non è mai andato a pubblicizzarle sui quei mercati turistici che il termalismo lo richiedono, tant’è che il nome e la fama delle “TERME DI SCIACCA” è nel tempo pressoché scomparso.

Ognuno è giusto che faccia il suo mestiere, quindi non pretendo di mettermi nei panni dell’imprenditore che gestisce il complesso alberghiero di Sciaccamare, e che sicuramente avrò i suoi buoni e fondati motivi per scegliere di non utilizzare a dovere una grandissima risorsa di cui dispone ( le acque termali), di non investire su di essa e di non destagionalizzare la propria attività, magari allargandola ad altri mercati finora inesplorati.

Tuttavia, guardando il mare di oggi e pensando al ciclo di fanghi termali che ho fatto al Lipari in piena estate, il dubbio che ci sia qualcosa che non va, qualcosa che rema contro la tanto auspicata (solo a parole) destagionalizzazione del turismo a Sciacca e in Sicilia è normale che mi venga…