
Si registrano già le prime reazioni alla notizia che la Presidenza della Regione Siciliana ha declinato la richiesta di CittadinanzAttiva per la riapertura del Parco delle Terme di Sciacca (chiuso da tanti anni) alla pubblica fruizione, intanto nelle more degli sviluppi futuri della questione termale.
L’assessore Simone Di Paola, del Comune di Sciacca, ha così commentato oggi ai nostri microfoni:
C’è poi un comunicato stampa del Faro di Sciacca del Movimento Controcorrente, che così si esprime:
“ TERME DI SCIACCA: L’ENNESIMA PRESA IN GIRO
Il Parco Termale di Sciacca resterà chiuso.
Lo ha deciso la Regione Siciliana, con una lettera firmata da Silvio Cuffaro, e con il silenzio assordante di chi, a ogni livello, avrebbe dovuto difendere la città e non lo ha fatto.
CittadinanzAttiva lo aveva detto, lo aveva chiesto con logica e buon senso.
Oggi la Regione usa le stesse argomentazioni per respingere la richiesta.
Un capolavoro di ipocrisia istituzionale, firmato da chi dimostra di non avere né visione né rispetto per il territorio.
E mentre il dirigente Silvio Cuffaro (DC) ed il riferimento politico regionale Carmelo Pace (DC) decide il destino di Sciacca, i nostri sei consiglieri comunali (DC) come “buoni servitori politici” attraverso il loro silenzio assenso stanno a guardare. Nessuno parla, nessuno si espone, nessuno muove un dito.
E intanto, l’amministrazione locale continua a coltivare il proprio orticello, più preoccupata di salvare equilibri interni che di difendere i beni comuni.
Per non parlare del rappresentante regionale Michele Catanzaro, troppo impegnato nella spartizione degli assessorati locali per occuparsi delle Terme e del futuro della città.
È questo il modello di politica che vogliamo?
Una politica piegata su se stessa, fatta di silenzi, scambi e convenienze?
Sciacca non dimentica.
Chi resta in silenzio davanti a questo scempio, ne è complice”.
E quelli di CittadinanzAttiva, che dicono?
Abbiamo contattato la Coordinatrice dell’Assemblea, Pierina Di Martino, che si è detta rammaricata per la risposta ricevuta dalla Regione, che sembra non comprendere motivazioni e finalità di una possibile riapertura del Parco, che non intende in alcun modo porsi in contraddizione con i futuri sviluppi della questione termale. La Coordinatrice ha aggiunto che la segreteria si riunirà per le opportune valutazioni alla luce del negativo riscontro da parte della Regione, e per decidere le eventuali azioni da intraprendere
Il Presidente della Regione dice NO alla riapertura del Parco delle Terme di Sciacca

DiNINO PORRELLO
NOV 7, 2025
La Regione Siciliana ha prontamente risposto a CittadinanzAttiva di Sciacca, che aveva richiesto la riapertura al pubblico del Parco delle Terme.

Lo ha fatto con una lettera firmata dal Dirigente Silvio Cuffaro, che è a capo del Dipartimento delle Finanze e del Credito – Servizio Demanio e Patrimonio Indisponibile, al quale CittadinanzAttiva aveva inoltrato la propria richiesta unitamente al Presidente della Regione e al Sindaco di Sciacca.
La prima parte della lettera contiene una ricostruzione (peraltro non del tutto corretta) dei fatti attraverso i quali si pervenne, nel 2023, alla riconsegna del Parco alla Regione, da parte del Comune di Sciacca, che per un certo periodo di tempo lo aveva avuto in consegna e vi aveva anche effettuato lavori di riqualificazione grazie ad un finanziamento statale.
Ma è la parte finale della lettera quella che più interessa. Vi si legge:
“Com’è noto, il Parco Termale è stato ricompreso nel perimetro dell’avviso pubblico esplorativo di bando di imminente pubblicazione, avente ad oggetto la concessione per la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la gestione del complesso termale di Sciacca con l’obiettivo di riqualificare gli immobili compresi nel suddetto bando e rilanciare il turismo termale. Alla luce di quanto sopra esposto, sentita la Presidenza della Regione, non può essere accolta positivamente la richiesta formulata”.
Quindi, secondo la Regione Siciliana che ne è proprietaria, il Parco termale di Sciacca non può essere riaperto alla fruizione pubblica, né oggi né presumibilmente in futuro, visto che la motivazione addotta consiste nel fatto che esso risulta “ricompreso nel perimetro dell’avviso pubblico esplorativo di bando di imminente pubblicazione, avente ad oggetto la concessione per la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la gestione del complesso termale di Sciacca”.
È di tutta evidenza come tale volontà sia da riferire alla persona del Presidente della Regione, visto l’inciso (sentita la Presidenza della Regione) e considerato che proprio il Dirigente Generale Silvio Cuffaro si era espresso recentemente in modo molto diverso ai microfoni di ServireSciacca, dicendosi ben disposto per una riapertura e facendo riferimento anche a interlocuzioni intercorse sull’argomento con il Comune di Sciacca.
Nella richiesta avanzata da CittadinazAttiva, proprio l’argomentazione portata a supporto del negativo riscontro fornito dal dirigente della Regione era stata utilizzata dagli stessi Procuratori dei Cittadini, ma con una visione e prospettiva del tutto diversa.
“Sappiamo bene – avevano infatti scritto i Procuratori dei Cittadini – che il parco rientra tra i beni del complesso termale di Sciacca (chiuso da oltre 10 anni), ma si ritiene che tale condizione non sia per nulla ostativa alla sua pubblica fruizione, quanto meno nel lasso di tempo antecedente l’auspicabile avvio dei lavori di riqualificazione dei beni immobili del complesso termale, e come tutti i cittadini si augurano anche dopo la riapertura delle Terme di Sciacca”.
Evidentemente per la Regione Siciliana non è affatto così, e un bene naturalistico di straordinaria importanza per la città sembrerebbe destinato a continuare ad essere sottratto alla libera fruizione da parte di cittadini e ospiti della città di Sciacca, senza che se ne capisca il perché.
Gli auspicabili lavori per la riqualificazione dello stabilimento termale, del Grand Hotel delle Terme e delle piscine ricomprese nel perimetro del Parco non inizieranno di certo a breve, e non si comprende il motivo per cui non si possa nel frattempo riaprire il Parco, considerato anche il danno progressivo che la prolungata chiusura provoca allo stesso giardino oltre che alla popolazione. Se e quando poi dovessero iniziare i lavori, si potrebbe tranquillamente tenerne aperta una rilevante porzione, considerato che non è ipotizzabile che si metta mano alla struttura del Parco, a tutela della sua rilevantissima valenza artistica e storica. E quando infine il nuovo complesso termale dovesse arrivare a essere ultimato e affidato in gestione al privato, anche in quel caso la scelta più giusta ed opportuna dal punto di vista dell’interesse pubblico dovrebbe essere quella di trovare un punto di incontro e di equilibrio tra le comprensibili esigenze dell’imprenditore privato che avrà in gestione il complesso termale e l’esigenza di garantire il diritto a una pubblica fruizione di un bene di proprietà pubblica, nel quadro certamente di una ben definita regolamentazione che garantisca il rispetto di tutti gli interessi in gioco.
La privatizzazione della gestione del futuro complesso termale non può e non deve espropriare la città di un bene comune di straordinaria rilevanza sotto il profilo ambientale, che venne creato da un grande artista (Alessandro Tagliolini) con l’idea visionaria di farne un fulcro di una visione di “Sciacca città giardino”.
Il diverso orientamento della Regione appare tra l’altro in contrasto con la logica stessa che ha ispirato recenti destinazioni di risorse finanziarie pubbliche verso parchi di proprietà privata, tutte subordinate alla condizione che ne venisse garantita la pubblica fruizione.
Tale orientamento delle Regione appare altresì in contrasto con gli orientamenti e i pareri emersi nel recentissimo convegno organizzato a Sciacca dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, dedicato proprio al grande Maestro Alessandro Tagliolini e al suo Parco di Sciacca, convegno a cui hanno partecipato personalità del settore di primissimo piano a livello nazionale, che hanno ripetutamente auspicato una pubblica fruizione del parco, in assoluta armonia con il contesto paesaggistico di questa area verde che può rappresentare un valore aggiunto per il privato che andrà a gestire il futuro nuovo complesso termale di Sciacca.
Tra questi il Presidente dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, che non è certo l’ultimo arrivato e che così si era espresso sull’argomento ai nostri microfoni:

Cosa farà adesso CittadinzAttiva, che così concludeva la sua richiesta di riapertura del Parco?: “ In mancanza di un positivo riscontro a tale richiesta, CittadinanzAttiva – Assemblea di Sciacca preannuncia che promuoverà iniziative di protesta e di mobilitazione a supporto di questo diritto civico della popolazione”.
Staremo a vedere se accade qualcosa e quel che accade…