Il momento tanto atteso sta arrivando, questo venerdì arriva a Sciacca il Melqart nelle rinnovate sale del Museo del Mare che per l’occasione riapre i battenti.

La celebre statuetta in bronzo, alta circa 38 cm, diventata un simbolo della città di Sciacca e della sua antica vocazione marittima e mediterranea, ritrovata nel gennaio 1955 nel tratto di mare compreso tra Selinunte e Capo San Marco, approda finalmente nella nostra città grazie anche ai buoni uffici del consigliere comunale Calogero Bono, che ha fortemente spinto per questo trasferimento (al momento con carattere temporaneo) dal Museo Salinas di Trapani a Sciacca, riuscendo a coinvolgere l’Assessorato regionale ai Beni Culturali.

È stato proprio l’Assessorato, dopo il prolungarsi della chiusura del Museo del Mare per molti mesi, ad intervenire con forza presso il Parco Archelogico di Agrigento, imponendo questa data ravvicinata di riapertura.

C’erano stati infatti diversi slittamenti, che hanno forzatamente ritardato l’arrivo del Melqart.

Prima sono stati effettuati lavori di manutenzione straordinaria, proseguiti con la fase di allestimento delle vetrine per i reperti già contenuti nel museo e per la celebre statuetta in arrivo, e proprio in questa ultima fase le cose si sono un pò complicate con un esito finale che è ancora tutto da verificare.

L’Assessorato regionale ha dato alla fine l’out out e, in tutta fretta con con un necessario sprint conclusivo, venerdì arriverà la famosa statuetta.

Una statuetta che raffigura una divinità che gli studiosi hanno inizialmente identificato con Melqart (divinità fenicia di Tiro), ma che poi è stata oggetto di dibattito e rinominata anche come Reshef. La sua datazione stimata è compresa tra il XIII e il IX secolo a.C.. 

La scoperta avvenne “casualmente”, grazie ad un peschereccio di Sciacca che, durante l’attività di pesca a strascico, recuperò la statuetta che si era impigliata nelle reti.  Inizialmente non si comprese neanche il suo valore archeologico.

Da un punto di vista archeologico e storico, la statuetta è importante perché rappresenta un forte indizio della presenza e dell’influenza dei popoli fenici (o comunque di culture del Levante mediterraneo) nella Sicilia sud-occidentale già nell’età del Bronzo finale / Protostorica. 

Iconograficamente: la raffigurazione mostra una divinità con alcuni tratti che rimandano a culti orientali (barba appuntita, copricapo con protuberanza a “bottone”, braccio destro alzato come in atteggiamento di potenza o minaccia) – elementi che gli studiosi associano a figure come Baʿal, Hadad, Teshub oppure Reshef, più che unicamente a Melqart. 

Questo il comunicato stampa emesso dal Parco Archeologico di Agrigento:

Si terrà il 7 novembre alle 10.30 la conferenza stampa di presentazione del nuovo allestimento del Museo del Mare di Sciacca che ospiterà fino a metà marzo la statuetta della divinità Melquart-Reshef, ritrovata nel mare saccense 70 anni fa e al momento esposta al museo “Salinas” di Palermo. Il prestito rientra nel contesto delle iniziative finanziate dalla Regione Siciliana per Agrigento Capitale della cultura 2025. Parteciperanno all’evento l’assessore ai Beni culturali e dell’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, il direttore del Parco della Valle dei Templi Roberto Sciarratta, il soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Agrigento Vincenzo Rinaldi e il sindaco di Sciacca Fabio Termine.