
I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri (Movimento Controcorrente) e Maurizio Blò, associati come azione politica cittadina in “Uniti e Liberi”, sono i primi a dire la loro stamani sul mancato svolgimento ieri sera del consiglio comunale, con il seguente comunicato stampa:
“Con senso di responsabilità e non senza un profondo rammarico, riteniamo doveroso informare la cittadinanza su quanto accaduto nella seduta del Consiglio comunale di Sciacca nella serata di ieri.
All’ordine del giorno figuravano temi di primaria importanza per il futuro della città: il Piano ARO, giunto in aula con colpevole ritardo dopo essere stato per troppo tempo accantonato, e la questione dei capannoni del Carnevale, una vicenda che sarebbe ormai opportuno archiviare definitivamente per concentrare l’attenzione su problemi più urgenti e concreti della comunità saccense.
Avevamo sperato che, dopo le continue schermaglie tra la maggioranza consiliare di centrodestra e quella di governo di centrosinistra, potesse finalmente aprirsi un confronto serio e costruttivo nell’interesse della città. Purtroppo, tale speranza è stata delusa: la seduta non si è tenuta per mancanza del numero legale.
Tutti i consiglieri e gli assessori del Partito Democratico, facenti capo all’onorevole Michele Catanzaro, hanno disertato l’aula.
Allo stesso modo, molti consiglieri della maggioranza di centrodestra hanno scelto di non partecipare, rinunciando così all’occasione di evidenziare politicamente la frattura ormai evidente all’interno della coalizione che sostiene il sindaco Fabio Termine.
Già dalle prime ore della giornata si avvertiva un clima politico pesante, segnato da tensioni sempre più manifeste all’interno della maggioranza e, in particolare, del Partito Democratico.
Da un lato, l’on. Michele Catanzaro, capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana e figura di riferimento dell’area Bonaccini, già protagonista della frattura nel PD regionale e dell’innaturale alleanza con Forza Italia e MPA alle recenti elezioni provinciali; dall’altro, il sindaco Fabio Termine, membro della direzione regionale e vicino alla linea del segretario nazionale del partito.
Un contrasto che, con amara ironia, non sembra fondato sulla ricerca del bene comune, ma piuttosto sulla spartizione delle ‘poltrone’ e degli equilibri di potere interni.
Una dinamica che ricorda tristemente quella dei ‘parenti-serpenti’: quando la stessa famiglia politica si divide e si combatte per interessi personali, è la città intera a pagarne il prezzo, imprigionata nell’immobilismo e privata di un governo stabile e responsabile.
Quella che avrebbe dovuto essere una serata di lavoro e di impegno per Sciacca si è trasformata, ancora una volta, in uno spettacolo desolante, il copione di una politica ripiegata su se stessa, distante dai cittadini e dalle loro necessità.
È tempo che chi amministra questa città torni ad anteporre l’interesse collettivo ai giochi di partito e alle logiche di potere.
Noi continueremo, con coerenza e determinazione, a vigilare e a denunciare ogni forma di irresponsabilità che ostacola il progresso della nostra comunità”.