Quella che segue è la sintesi delle richieste che le marinerie agrigentine, di Sciacca e Licata, hanno presentato stamani all’assessore regionale Sammartino nel corso dell’incontro svoltosi a Palermo, su iniziativa delle stesse marinerie, e finalizzato a sottoporre all’attenzione della Regione le problematiche e le rivendicazioni degli operatori della pesca con riferimento alla crisi conclamata che ha colpito il settore:

SOSTEGNO ECONOMICO CON FONDI REGIONALI E/O COMUNITARI (FEAMPA) TIPO CONTRIBUTO

SOSTEGNO IMMEDIATO PER ACCESSO AL CREDITO (ATTRAVERSO AD ESEMPIO IRFIS), CON PRESTITI PONTE SENZA INTERESSI E POLIZZE ASSICURATIVE TERZE.

ISTITUZIONE TAVOLO CON I PARLAMENTARI EUROPEI PER CIO’ CHE ATTIENE AI DIVERSI REGOLAMENTI COMUNITARI, ALL’USO DELLE RISORSE FINANZIARIE E ANCHE ALLA QUESTIONE DEI MARI CHIUSI DA REG. UE (reg. UE 982/2019 – reg. 2124/2023)

TAVOLO CON IL MINISTERO PER RISOLVERE LA PROBLEMATICA COMPETENZA PER L’APERTURA DEL TRATTO DI MARE A OVEST DI SCIACCA

ATTIVAZIONE DEI NUOVI PIANI DI GESTIONE

PROGETTO DI RICERCA PER LA PESCA VOLANTE

DIFESA DEL CANALE DI SICILIA DAI PARCHI EOLICI.

All’incontro con l’assessore Sammartino hanno partecipato i deputati regionali Assenza, Cambiano, Catanzaro, La Rocca Ruvolo e Pace. Presente anche il consigliere comunale di Sciacca, Calogero Bono.

Oggi a Palermo, i pescatori di alcune marinerie siciliane hanno manifestato con dignità e determinazione davanti alla sede della Regione Siciliana per chiedere risposte urgenti a una crisi che non è più solo economica, ma sociale e identitaria. A loro va il mio pieno sostegno e l’impegno a portare le loro istanze nelle sedi istituzionali competenti”.

E’ quanto ha dichiarato l’Onorevole Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’ARS, prima di partecipare all’incontro con l’Assessore regionale Luca Sammartino.

Le marinerie siciliane, in particolare quelle dedite alla piccola pesca come nel caso di Sciacca, sono da tempo al collasso. La drammatica carenza di specie ittiche come gambero rosa, pesce azzurro e mollame, aggravata da cambiamenti climatici e da normative europee e regionali che impongono vaste aree interdette alla pesca, sta mettendo in ginocchio un comparto che coinvolge migliaia di famiglie e genera oltre 70 milioni di euro l’anno di indotto.

Non si tratta solo di barche ferme – sottolinea Catanzaro – ma di un intero ecosistema economico e culturale che rischia di scomparire. Le imprese sono costrette a indebitarsi, i lavoratori non riescono più a sostenere i costi di gestione, e la filiera – dalla pesca alla ristorazione – è in grave sofferenza”.

Tra le richieste avanzate dai pescatori all’Assessore Sammartino, che si è insediato da poco ed ha ascoltato con attenzione, l’attivazione immediata di un tavolo tecnico permanente, la dichiarazione dello stato di crisi del comparto, misure di ristoro rapide, una revisione dei piani di gestione regionali e una moratoria sulle prospezioni geofisiche con Airgun, ritenute dannose per l’ecosistema marino”, ci dice Catanzaro.

Armatori e pescatori non chiedono privilegi – dice Catanzaro – ma giustizia e attenzione. La Regione deve farsi carico di questa emergenza e promuovere un confronto serio con il Governo nazionale e le istituzioni europee. Presenterò un’interrogazione urgente e chiederò la convocazione della Commissione Attività Produttive. Non possiamo permettere che la marineria siciliana venga abbandonata”.