L’arch. Paolo G.L. Ferrara ha nuovamente scritto a ServireSciacca, comunicandoci che a seguito della sua lettera inviata al direttore generale dell’ASP di Agrigento (vedi nostro articolo di seguito riportato), ha ricevuto risposta dallo stesso Dr. Giuseppe Capodieci, il quale condividendo nella sostanza e nel metodo” quanto da Ferrara esternato nella lettera in questione, gli ha comunicato di “avere avviato l’iter così come da Ella auspicato”.

L’avvio dell’iter, per la denominazione del blocco operatorio dell’Ospedale di Sciacca all’equipe medica diretta dal primario Giuseppe Ferrara ai tempi del terromoto del ’68, è stato confermato al figlio dell’ex primario chirurgo anche da una successiva telefonata ricevuta dalla funzionaria dell’ASP Agrigento alla quale il Direttore Generale ha dato incarico di occuparsi dell’iter stesso.

Dunque – commenta Ferrara nella nota inviata alla nostra redazione – una procedura ormai ufficialmente avviata, nel comune senso etico che essa segua gli inderogabili criteri previsti dallo specifico regolamento, modalità di cui entrambe le parti (ASP e noi familiari di tutti i medici di quella equipe) sposiamo il senso profondo per il significato che racchiude: che non vi siano ingerenze che esulino dalla meritocrazia e, parimenti, quelle pretestuose che eventualmente volessero tendere a negarla“.

Ecco, dunque, ciò che ha valore – prosegue l’arch. Ferrara: cogliendo appieno il senso del mio messaggio, la ASP di Agrigento mi darà modo di interloquire direttamente con essa affinché, – lo ripeto – sulla sola base della concretezza delle motivazioni individuate esclusivamente nei meriti medici di quella equipe del 1968, si possa dare corso alla mia richiesta, di cui ho reso partecipe il dr. Alessi ed i suoi familiari e quelli del compianto dr. Montalbano. A questo proposito, non avendo contatti con i familiari del dr. Ragusa, colgo l’occasione di chiedere loro di volersi mettere in contatto con me privatamente attraverso Servire Sciacca‘.

RingraziandoVi per quanto sino ad ora fatto dal Vostro giornale per promuovere la mia istanza, invio cordialità“.

La richiesta di intitolare il blocco operatorio all’equipe medica Ferrara, Montalbano, Ragusa e Alessi

DiNINO PORRELLO

 Set 21, 2025

L’architetto Paolo G.L. Ferrara ha inviato personalmente al direttore generale dell’ASP di Agrigento, Dr. Giuseppe Capodieci, la proposta che il blocco operatorio del presidio ospedaliero di Sciacca possa essere intitolato a tutta l’equipe che nel 1968 affrontò la tragica emergenza del soccorso di natura ospedaliera ai feriti vittime del terremoto del Belìce, che era diretta dal primario chirurgo dr. Giuseppe Ferrara, padre dell’architetto Paolo. Dell’equipe facevano parte anche l’anestesista Calogero Alessi (tutt’ora vivente) e gli aiuti  Salvatore  Montalbano e Antonio Ragusa, che furono collaboratori assolutamente preziosi per un’opera medica rimasta nella storia dell’ospedale, testimoniata anche da un articolo del Corriere della Sera (20 gennaio 1968) e da altri quotidiani.

In quel tempo l’ospedale aveva tre soli reparti, Medicina, Ostetricia e appunto Chirurgia Generale. 

Insomma, una struttura non certo all’avanguardia, ma che in breve tempo riuscì a diventare punto di riferimento per la città e gran parte della provincia, anche del versante agrigentino.

Chiederne l’intitolazione al solo Primario Chirurgo dr. Giuseppe Ferrara, evidenzia oggi il figlio  Paolo, significherebbe non tener conto di quella consapevolezza che il padre da primario ebbe sempre ben chiara:  senza  quella equipe che lo coadiuvò con  preparazione e dedizione, quella esperienza terribile e durissima del gennaio del 1968 non avrebbe potuto essere affrontata brillantemente, come invece avvenne.

Un’opera meritoria di cui la città di Sciacca può ancora fregiarsi a distanza di oltre cinquantasette anni. Un’equipe che, nei successivi anni, continuò ad  eseguire  interventi chirurgici davvero importanti,  seppure in un ospedale di provincia assai poco all’avanguardia.