
Questo nostro articolo, pubblicato stamattina, ha suscitato non solo l’interesse dei nostri lettori (mille visualizzazioni in 5 ore) ma anche una serie di reazioni negative a me pervenute nei confronti dell’articolo stesso e della nostra testata, malcontento del tutto inatteso per la verità.
Ma prima di replicare, garbatamente, a queste reazioni negative, desidero riportare frammenti di commenti su facebook da parte di lettori dell’articolo stesso, che sono le risposte al nostro interrogativo:
“Secondo me è una bella vetrina per Sciacca. L’importante è che questi soldi vengano spesi beni. Specialmente per asfaltare e rendere più accogliente la nostra città”.
“Ormai la piazza Scandaliato è quasi sempre semideserta. Allora, vediamo questa scelta della nostra bellissima piazza come un grande apprezzamento da parte di chi l’ha scelta, regalandoci visibilità”
“La piazza è bellissima, il Comune ha incassato qualcosa, queste persone si godono il panorama e la bellezza della piazza vista mare”
“È pubblicità, è mettere in mostra il nostro meraviglioso paese”
“Avete dimenticato l’evento di Dolce & Gabbana? La città era irriconoscibile, meravigliosa”
“Ce ne dovrebbero essere di più . Ci sarebbe solo positività. La nostra città merita di essere messa in evidenza, essere conosciuta e pubblicizzata,sarebbero solo entrate”
“Ottima cosa”
“Io mi lamento invece di un congruo numero di miei concittadini che della piazza ne fanno un pessimo uso così come di piazza Campidoglio. Sono contento invece quando c’è gente che l’apprezza a tal punto che arriva anche a pagare”
“Personalmente sono orgoglioso che la mia città venga scelta per un evento del genere…”
“Se può portare un ritorno economico, in futuro ben venga.. da rivedere il costo dell’affitto”
“Io ne sono orgogliosa, e la vedo come un opportunità: da cosa nasce cosa ed è sempre meglio di questa inerzia che fa male a tutti”
“Una cosa positiva, almeno la piazza ha una utilità, sempre meglio che il deserto e le casse vuote”
“Orgoglio”
“Ma almeno investite i soldi a rifare la pavimentazione, che é tutta spaccata…”
“D’accordo con l’evento. Ce ne fossero di più… In questo modo si fa pubblicità alla città ed in più c’è anche un rientro economico per il Comune”.
“Orgogliosa, un motivo in più per rendere la nostra città più bella”
“Ottima location”
“Assolutamente sì”
“Orgoglioso.
“Impossibile indignarsi, noi cittadini non siamo proprietari dei beni, semmai siamo i custodi e condividerli con gli altri può farci soltanto inorgoglire”
“Ricordiamoci l’evento di D&G, lo splendore di Sciacca in quei giorni. Questi eventi dovrebbero esserci frequentemente”
“Orgogliosa”
“Sì contento, ma penso che sia basso il prezzo 12000 € per due serate e per gli spazi concessi a loro disposizione”.
“Io glielo affitterei un giorno sì e l’altro pure”
“Se Sciacca, il suo centro e i suoi monumenti sono stati richiesti vuol dire che piace ed è apprezzata. Quello che invece non fa il saccense. Probabilmente è da rivedere il prezzario considerando il tipo di evento e il committente… il turista apprezza, sceglie e vive la nostra città. C’è tanto da migliorare, è vero, e forse è su questo che si deve lavorare a cominciare da un’apertura mentale, un maggior senso civico, un’educazione stradale, il rispetto per la cosa pubblica… cose che sinceramente mancano a tanti. La politica ha le sue colpe e le sue mancanze, aggravate soprattutto dal fare negativo e distruttivo dello stesso sciacchitano che invece di fare bene, fa sempre il peggio.
“È pubblicità, è mettere in mostra il nostro meraviglioso patrimonio”
“Sempre si!!! Per qualunque iniziativa io dicevo sempre si!!! La mia parola d’ordine era: si può fare! (ex assessore)
“Orgogliosi! Sarebbe bello informare la comunità di come verrà speso il ricavato”
“L’amministrazione ha fatto benissimo”
“Io da amministrazione proporrei il nostro territorio a chiunque voglia fare shooting , sfilate, cene, aperitivi”
👍👏👏👏👏👏👏👏
“Orgogliosa”
“Orgogliosa”
“Orgogliosa sempre”
“Io ne sono orgogliosa e felice”
“Meglio di niente… ci sono manifestazioni che concedono il suolo publico a costo zero”
“Io sono super d’accordo. Visto che noi cittadini non valorizziamo ciò che di buono abbiamo, almeno lo fanno gli altri pagando pure”
“Sicuramente motivo di orgoglio”
“Raccontiamo quello che succede e la cittadinanza dovrebbe essere orgogliosa di tutto questo”.
Le dita di una mano sono invece troppe per i commenti “indignati” nei confronti di questa iniziativa di noleggiare per due sere (il termine “affittare” ha suscitato riprovazione, ma sarebbe quello giuridicamente corretto) gli atri del palazzo comunale e una porzione di piazza Scandaliato.
Sulla base di quel che erano le intenzioni con le quali ho scritto l’articolo, sono del tutto soddisfatto: mi sembra chiaro come la pensa la maggior parte dei nostri lettori, che la nostra redazione considera la comunità civica di cui ServireSciacca vuol rendersi espressione.
Perché anche questa è la funzione di un giornale civico, anche se molti continuano a non capirlo: stimolare il dibattito e il confronto di idee, contribuire a far crescere culturalmente una visione di Sciacca come una città autenticamente turistica. Ed essendo un giornale on line, questo lo facciamo sul web e sui social, senza demonizzarli, ma anzi cercando di favorire la diffusione di una cultura civica e responsabile.
Poi ti capita di fare un articolo con un titolo un tantino accattivante, ma poi assolutamente neutro nei contenuti, soltanto per dar voce ad un interrogativo che comunque la si pensi serpeggia nel contesto sociale e che vuol rappresentare due modi di pensare che realmente esistono (e ciò non significa affatto che chi si dovesse sentire “indignato” sia solo un deficiente, che è una tra le tante cose che mi è stata anche detta…).
Ma in una città come Sciacca, dove siamo purtroppo abituati ai due fronti contrapposti, e quindi o sei favorevole o sei contrario, accade che l’articolo viene del tutto frainteso, come se tanti fossero incapaci di leggere o abituati ad attribuire in senso diverso a quel che invece si dice.
E allora apriti cielo! Questo è uno dei commenti postati su facebook:
“Questo articolo serve solo a mettere tarli nel cervello delle persone, aizzandole contro l’amministrazione (manco fosse la prima volta), serve solo a far sollevare polemiche inutili. Ma che servizio è? Che utilità ha?”
Qualcuno mi ha arrogantemente definito ServireSciacca come “pseudo testata giornalistica”: gli ribadisco in questa sede che non decide lui che cosa sia una testata giornalistica. Noi lo siamo, a differenza di tanti altri profili social pseudo giornalistici, che non lo sono affatto.
C’è chi mi ha espresso aperta riprovazione per la parola “indignati” che ho utilizzato nel titolo: troppo forte, ha detto. Potrei anche essere d’accordo, ma vorrei che tanti signori che adesso insorgono per lesa maestà per questa parola imparassero loro ad usarla con più facilità in riferimento alle mille cose che in questa città non vanno affatto bene. Perché attenzionare il bello e le cose che vanno bene è giustissimo, e a Sciacca ne abbiamo tante, ma dimenticarsi di quelle cose che non vanno affatto bene può diventare un limite alla crescita della città, e questo aspetto investe direttamente la funzione della stampa, che è critica per sua stessa natura, altrimenti non è giornalismo.
Ma il bello è che queste cose mi ritrovo a dirle per un articolo che in sé non aveva proprio nulla di critico, ma che evidentemente ha toccato qualche “corda sensibile“ ed è stato completamente equivocato.
Mi è stata anche contestato una apparente neutralità, sostenendo che non si può dire una cosa e anche l’altra, ragion per cui l’articolo non sarebbe in realtà neutrale. Questo modo di pensare ha voluto evidentemente entrare nella mia testa e allora io, che ha scritto l’articolo, gli rispondo che si sbaglia di grosso. Io non ho alcuna difficoltà a dirmi orgoglioso del fatto che un gruppo di ricchi turisti americani scelga il Resort Verdura e le bellezze di Sciacca come location dei propri eventi. Il fatto è invece che per me è assolutamente normale, in un giornale civico, dare voce su un determinato argomento ad un certo modo di pensare e nello stesso tempo anche ad un altro diverso modo di pensare. Per far sapere alla gente cosa sta avvenendo (la comunicazione preventiva è stata sull’argomento del tutto inesistente) e per generare un confronto di idee che aiuta a crescere, a confrontarsi, a tastare il polso alla città.
Forse il commento più giusto lo ha scritto una nostra affezionata lettrice che ringrazio:
“Secondo me l’articolo vuole essere squisitamente aporetico, nel senso che solleva un possibile problema al fine di creare un confronto, non intendendo trovare una valutazione definita, perché è davvero difficile se non impossibile”.
Cosa scrivere e come scrivere è responsabilità editoriale del direttore del giornale, che ascolta tutti, ci fa sopra una bella riflessione e non deve farsi comunque mai influenzare da chicchessia. ServireSciacca è una voce libera e tale rimarrà sempre.
Il Direttore – Nino Porrello