È questo l’interrogativo che, dopo le surreali 4 ore di riunione dell’ultimo consiglio comunale, anima le discussioni nelle case e nelle strade della nostra città, come sempre legatissima e affezionata alla sua più distintiva manifestazione, il Carnevale appunto.

Come redazione ne abbiamo avuto immediato sentore quando, pochissimi minuti dopo la pubblicazione del nostro articolo sul consiglio comunale intitolato “Hanno salvato il Carnevale Estivo (che a fine settembre avrà poco o nulla di turistico)” il seguente commento da parte di una nostra lettrice che è anche insegnante in un istituto superiore di Sciacca:

“Viene da ridere, dopo questo teatrino estivo viene fatto il canervale in autunno quando inizia la scuola. Così gli alunni il lunedì dopo carnevale rimangono tutti a casa per smaltire quanto c’è da smaltire. Non va bene. Se vogliono fare il carnevale si deve fare ad Agosto, per far partecipare i turisti. Per i saccensi è una ripetizione. Tutto a danno dei ragazzi e della scuola”.

E poi, a seguire, tante sollecitazioni che ci hanno dato conferma di come il cosiddetto “buon senso del padre di famiglia” si orientasse decisamente verso questa domanda con un evidente sottofondo critico:

A cosa serve un Carnevale estivo a fine settembre?”.

Ci abbiamo voluto ragionare un pò su, anche pensando al perché la stessa domanda non debba aver neanche sfiorato la mente dei 18 consiglieri comunali che hanno invece votato compatti (opposizione e maggioranza amministrativa) per il “salvataggio” del Carnevale Estivo.

C’è innanzitutto da ricordare che l’idea stessa di una edizione estiva del Carnevale ha la sua genesi nella opportunità di valorizzare i prodotti della maestria dei nostri bravissimi artigiani carristi anche per elevare il ritorno turistico di questa manifestazione così identitaria, aumentandone la fruibilità turistica attraverso la replicala festa, in versione ovviamente ridotta, nel periodo dell’anno in cui la presenza di visitatori esterni è più significativa, l’estate appunto.

Luglio e Agosto sarebbero quindi per definizione i mesi più adatti per un Carnevale Estivo che voglia davvero raggiungere la sua finalità specificatamente turistica.

A Sciacca, tuttavia, le cose più logiche hanno spesso difficoltà a trovare spazio ed ecco allora la decisione di collocare il Carnevale Estivo nel calendario dell’Estate Saccense nella prima quindicina di settembre, prima dell’inizio della scuola, con la dichiarata finalità di farne un’appuntamento che facilitasse un utile prolungamento di quella stagione turistica estiva sempre troppo compressa nei due mesi canonici di luglio e agosto, facendo leva sulla speranza (tutta peraltro da dimostrare nei fatti) che potesse comunque funzionare lo stesso da richiamo per un’aliquota più o meno significativa di turismo regionale.

Poi, il 4 agosto, accade quell’imprevisto politico che manda tutto all’aria: l’opposizione dirotta altrove le somme destinate a finanziare il Carnevale Estivo (e altre manifestazioni) e il sindaco annuncia che quest’anno quel Carnevale già in cartellone non si potrà più svolgere.

Ben presto l’opposizione si accorge di aver fatto una fesseria, quanto meno sul piano strettamente politico: si è messa contro quel “popolo del Carnevale” che a Sciacca ha un peso consistente, e al quale danno forza non solo le associazioni dei carristi ma anche una fetta consistente dell’opinione pubblica. Si cerca così di correre ai ripari.

Passa tuttavia poco più di un mese e l’altra sera in consiglio comunale 25 mila euro (circa) di risorse finanziarie vengono restituite al “Carnevale Estivo”, destinato a questo punto a scivolare inevitabilmente a fine settembre, a scuole aperte.

Qualcuno in consiglio comunale si pone il problema se in questa situazione il Carnevale Estivo potrà avere ancora quella funzione in chiave turistica che dovrebbe avere?

Assolutamente NO.

E allora a cosa serve?

Elementare, mio caro Watson” risponderebbe Sherlock Holmes…

Ad accontentare e gratificare non solo le associazioni dei carristi, che avevano prestato fede ad un appuntamento già programmato, ma anche quell’incrollabile identità carnascialesca che così bene ci caratterizza.

Perché a Sciacca la respiri davvero quella magica atmosfera in cui a volte ti sembra che tutto è carnevale…

Con buona pace del buon senso del padre di famiglia.