Non è servita a nulla, o quasi, la riunione che si è svolta stamattina a Sciacca in sala giunta, dedicata al Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, presenti i rappresentanti dei Comitati di quartiere, di Italia Nostra e di CittadinanzAttiva (queste due associazioni non erano state invitate, ma essendo venute a conoscenza della riunione si sono presentate).

A ricevere le parti sociali, gli assessori Patti e Curreri, nonché il presidente della Commissione consiliare urbanistica, Bivona.

La riunione ha rappresentato un effetto diretto del fatto che nelle ultime settimane l’argomento PUDM è diventato di particolare attualità e forse anche un pò spinoso, ma tre giorni prima della riunione del consiglio comunale che avrà il PUDM come unico punto all’ordine del giorno non poteva avere alcuna significativa utilità pratica in termini di condivisione, e puntualmente non l’ha avuta.

L’assessore Dimino e il consigliere Bivona hanno delineato alcune principi di base che hanno ispirato e caratterizzato la predisposizione del Piano.

La più rilevante: quella di non voler alterare il rapporto oggi esistente, che assicura una significativa prevalenza di spiaggia libera su quella data in concessione a privati (che sarà aumentata in modo non eccessivo).

La critica più consistente proveniente dalle parti sociali ha riguardato il metodo, più che il merito: il percorso adottato ha lascito pochissimo spazio alla condivisione, al confronto, all’approfondimento, alla elaborazione di una visione complessiva di valorizzazione della risorsa balneare legata al turismo. Associazioni come ad esempio Marevivo non sono mai state interpellate, e così come in generale tutto l’ambito rappresentativo dell’interesse pubblico diffuso.

Rimane il grande punto interrogativo della viabilità di accesso e dei parcheggi, a servizio delle aree costiere.

L’assessore Patti e il consigliere Bivona hanno sostenuto che un Piano di Utilizzo del demanio marittimo non può occuparsene, perché non rientra nelle proprie competenze.

Tuttavia, proprio la relazione che costituisce l’ossatura del Piano indica espressamente la viabilità e i parcheggi come linee progettuali che dovrebbero essere contenute nello strumento programmatorio PUDM, cosa che invece la bozza di piano fra tre giorni in esame al consiglio comunale non fa.