Nel tardo pomeriggio di oggi il nostro wattsapp redazionale ha fatto bip 55 volte di seguito.

La curiosità ci ha immediatamente indotti a verificare di cosa si trattasse e abbiamo trovato 54 foto e un messaggio finale.

Le foto sono state scattate all’interno del parco termale di Sciacca, che come tutti sanno è chiuso, lo è da oltre un decennio e lo è anche dopo che vi sono stati effettuati lavori di riqualificazione straordinaria con una spesa di circa 380 mila euro di un finanziamento ottenuto dal Comune di Sciacca, che in quel momento era affidatario del parco “in concessione” da parte della Regione, che ne è la proprietaria.

https://www.serviresciacca.it/2022/09/01/al-via-i-lavori-per-il-parco-termale/

Tuttavia, nel giugno del 2023 proprio in coincidenza con la fine dei lavori che ne avrebbero dovuto consentire la riapertura, venne a scadenza l’affidamento concesso e, invece di chiederne la prosecuzione provvisoria per poterlo riaprire, il Comune di Sciacca non trovò di meglio che precipitarsi a restituirne il possesso alla Regione, con la discutibilissima motivazione che non ha le risorse economiche e di personale per gestirlo, una motivazione buona evidentemente per tutte le occasioni, e senza neanche tentare di trovare soluzioni alternative di gestione a quella comunale.

Da quel momento il parco termale è caduto nel più assoluto dimenticatoio, sia a livello regionale che cittadino.

Nessuno sembra preoccuparsene, nessuno mostra interesse a che questo importantissimo bene comune possa ritornare ad essere fruibile da parte della comunità cittadina, che appare anch’essa poco appassionata alla questione.

Sì è vero, il parco fa parte di quel complesso termale di beni immobili che la Regione sta cercando di fare oggetto di un Partenariato pubblico privato per il rilancio del complesso termale di Sciacca, quindi si potrebbe anche ritenere giustificata questa posizione di attesa insieme agli altri immobili già ampiamente deteriorati dall’abbandono.

Ma proprio il fatto di averci speso quasi 400 mila euro di recente, delle vandalizzazioni e dei furti di rame dell’impianto elettrico a cui è stata fatto oggetto ultimamente, del degrado a cui va nuovamente incontro per mancanza delle necessarie cure e manutenzioni, buon senso vorrebbe che venisse aperto e reso fruibile alla collettività nelle more che si trovino gli imprenditori privati interessati a gestire il complesso termale e che comunque trascorrano gli anni che richiederanno i necessari lavori di riqualificazione del rimanente patrimonio immobiliare termale.

Ma, si sa, non sempre il buon senso è di casa nella pubblica amministrazione, ragion per cui un bene comune di eccezionale rilevanza, rappresentato da un parco progettato da uno dei più famosi architetti italiani del paesaggio, Alessandro Tagliolini, rimane tristemente abbandonato da tutti in tutto e per tutto.

Evidentemente il nostro lettore con le sue 54 foto ci ha, giustamente, voluto rimettere il problema sotto il naso e nel messaggio conclusivo ha voluto richiamare l’attenzione su due aspetti in particolare:

  • ma qualcuno si rende conto del rischio incendio nelle attuali condizioni?
  • cosa penseranno e cosa diranno quelli dell’associazione italiana architetti del paesaggio quando alla fine dell’estate faranno proprio a Sciacca il loro convegno nazionale per celebrare la figura di Tagliolini, che questo parco lo progettò come un dono alla città di Sciacca?

Ci sia consentita una chiosa finale, prima di sottoporvi le foto del nostro fotoreporter: sembrano lontano anni luce il tempo in cui la gente vedeva il presidente dell’Azienda Termale di Sciacca, Prof. Pasquale Mannino, farsi il giro mattutino del parco e contribuire di persona a tenerlo pulito…