
Il faro di Sciacca del movimento politico regionale “Controcorrente” interviene oggi sulla questione ospedaliera di Sciacca con una propria nota politica.
Essa prende lo spunto dalla disputa a cui si sta assistendo in questi giorni tra la deputazione provinciale in persona dell’on.le Cambiano e dell’on.le Pace da una parte e il Direttore Generale dell’ASP di Agrigento, dott. Capodieci, dall’altra, sull’avvenuta eliminazione o meno delle liste d’attesa, il tutto mentre in VI Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana si discutono le sorti della sanità regionale e, con esse, anche quelle del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca. –
“In questo dibattito – è la tesi del faro di Sciacca di Controcorrente – manca un attore fondamentale: il Sindaco di Sciacca, dott. Fabio Termine, la cui azione, negli ultimi anni, non si è certo distinta per iniziative concrete a difesa dell’ospedale cittadino”.
Da questa affermazione il movimento Controcorrente fa scaturire un appello rivolto al primo cittadino, affinché partecipi attivamente ai tavoli istituzionali dove si decidono le sorti della sanità pubblica.
“È essenziale – dicono quelli di Controcorrente – che la voce della nostra comunità venga rappresentata con forza e chiarezza”.
“Vigileremo – assicurano gli esponenti locali del movimento politico che fa capo a Ismaele La Vardera- affinché il DEA di I° livello di Sciacca non solo venga confermato, ma anche potenziato e messo nelle condizioni di operare con la stessa dignità e gli stessi mezzi degli altri DEA siciliani”.
“Siamo stanchi – si legge nella nota – dei “viaggi della speranza” verso altre province o regioni: ogni anno, l’ASP di Agrigento registra una mobilità passiva tra le più alte della Sicilia, con circa 90 milioni di euro destinati ad altre strutture sanitarie fuori regione. Queste risorse devono restare sul territorio e servire i nostri cittadini”.
La nota politica di Controcorrente si conclude con le seguenti richieste:
● che tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale lavorino in maniera unitaria per sostenere il presidio ospedaliero;
● che la deputazione territoriale sia presente e attiva nei lavori della VI Commissione, assumendo impegni concreti per garantire quanto promesso e mai realizzato;
● che venga posto fine al silenzio politico e istituzionale che ha portato al progressivo depotenziamento del nostro ospedale, con unità operative chiuse, mai aperte o solo parzialmente funzionanti.
Tutto ciò, si legge, per restituire dignità al nostro ospedale, investendo risorse e prendendo impegni seri per un ospedale che serve un bacino di utenza vastissimo e non può più essere trattato come una realtà di serie B.