NOTA STAMPA

Il faro di Sciacca di Controcorrente, il movimento politico regionale che fa capo all’on.le Ismaele La Vardera è rappresentato in consiglio comunale da Raimondo Brucculeri, oggi dice la sua sulla prospettiva di un mutuo di 3,5 milioni di euro da contrarsi per la realizzazione dei capannoni da utilizzarli per la costruzione dei carri allegorici del Carnevale di Sciacca, con la seguente nota stampa:

Ben vengano i capannoni, ma se questa è l’unica visione strategica dell’amministrazione Termine sul futuro del Carnevale di Sciacca, allora siamo di fronte all’ennesima occasione mancata. Stiamo parlando di un mutuo da 5,5 milioni di euro (somma comprensiva della componente interessi), ma è legittimo chiedersi: qual è il progetto complessivo dietro questo investimento?

Ci sembra che in questa visione amministrativa ci siano delle contraddizioni tra il voler tutelare la manifestazione con risorse pubbliche e il delegare a soggetti privati l’organizzazione della nostra festa.

Ancora più grave è che non si intravede alcuna strategia di lungo periodo.

Nessuna fondazione, nessun ente autonomo con competenze reali, capace di coinvolgere professionalità di alto livello: ingegneri, scenografi, artisti, esperti di marketing, imprenditori culturali. Niente. Abbiamo solo le associazioni dei carristi, che sicuramente meritano rispetto e supporto, ma finora lasciati soli a reggere sulle spalle il peso di una manifestazione così complessa lavorando in situazioni sempre precarie e mai certe.

Quello che manca è una visione moderna e strutturata del Carnevale come economia, come identità, come volano turistico. Serve un ente stabile, serio, credibile, che lavori tutto l’anno su promozione, innovazione, formazione e coinvolgimento delle scuole, dei giovani, delle imprese.

Il sindaco chiama i consiglieri all’unità, ma è lecito chiedere: unità su cosa? Su un progetto che non esiste?

Il rischio è che si voti un mutuo milionario sulla base di una semplice delibera, senza alcuna garanzia di ritorno economico, culturale o turistico per la città.

E chi solleva dubbi viene accusato di “mandare tutto a monte”: un clima da ultimatum, non da confronto democratico.

Sciacca ha bisogno di molto di più: di una classe dirigente che investa sul Carnevale non solo come evento, ma come sistema, come industria culturale, come risorsa viva. E non di amministrazioni che, dietro l’emergenza e l’urgenza, nascondono ancora una volta l’assenza totale di progettualità”.