Ulteriore, riuscitissima performance teatrale ieri sera degli allievi della scuola di teatro “Cine Micron” di Ignazio Raso e Simone Peronace.

Questa volta gli “alunni” andati in scena sono stati gli adulti del primo anno di scuola, in un’arena giardino della Badia Grande gremitissima di spettatori.

Sul palcoscenico dodici attori al loro esordio assoluto, ma con una padronanza scenica e interpretativa che ha convinto tutti, ha suscitato scroscianti applausi ed è sicuramente riuscita a generare quello spunto di riflessione a cui aveva fatto riferimento Ignazio Raso nel momento in cui è salito sul palco con Simone Perronace per introdurre lo spettacolo e i loro dodici bravissimi esordienti:

Dodici monologhi che riescono a costruire uno spettacolo teatrale corale, con un filo conduttore che è la fermata degli autobus, che non si sa quando arrivino, un’attesa che diventa un’occasione da cogliere per scoprire che la via è uno spettacolo incredibile, che vita è un viaggio e non una destinazione, anzi è il viaggio più bello che ci sia. E va vissuta in tutte le sue straordinarie sfumature, cogliendone l’attimo senza mai fermarsi in attesa…

Una narrazione fatta da personaggi diversi in situazioni diverse, anche surreale in certi passaggi, che costruisce un crescendo di emozioni fino al monologo finale di Virginia Berni con il testo scritto da Ignazio Raso:

“C’è un momento nella vita di ognuno di noi in cui ci fermiamo a riflettere. Un momento in cui ci rendiamo conto che, in mezzo al caos quotidiano, ci siamo persi. Corriamo, corriamo sempre, con gli occhi fissi su obiettivi lontani, dimenticando che la vera bellezza si nasconde nei dettagli, nelle piccole cose che spesso trascuriamo. Un sorriso di un estraneo, il profumo del caffè al mattino, il canto degli uccelli che annuncia l’arrivo della primavera… Queste sono le cose che danno colore alla nostra esistenza. Eppure, siamo così presi dalle nostre preoccupazioni, dai nostri sogni di grandezza, che non ci accorgiamo di quanto sia prezioso il momento presente. Il tempo scorre, inesorabile. Ogni secondo che passa è un’opportunità che perdiamo. Ci preoccupiamo di ciò che non abbiamo, di ciò che non siamo riusciti a realizzare, mentre la vita continua a scorrere davanti ai nostri occhi. E ci chiediamo: “Cosa ho fatto di importante oggi?” Ma, forse, la vera domanda è: “Cosa ho apprezzato oggi?”. Impariamo a fermarci, a respirare. A guardare il mondo con occhi nuovi. Ogni giorno è un dono, e ogni piccola gioia è un tesoro. La risata di un bambino, il calore del sole sulla pelle, una chiacchierata con un amico… Sono questi i momenti che danno senso alla vita. Sono questi i ricordi che porteremo con noi, quelli che ci faranno sorridere anche nei giorni più bui. E allora, perché non iniziare oggi? Perché non decidere di vivere pienamente, di assaporare ogni istante? Non lasciamo che il tempo ci sfugga tra le dita. Abbracciamo la vita con tutte le sue imperfezioni e fragilità. Ricordiamoci che non è mai troppo tardi per cambiare prospettiva, per trovare la bellezza nel quotidiano, per essere grati. La vita è un viaggio, non una destinazione. E nel viaggio, sono le piccole cose che ci rendono felici. Non smettiamo mai di cercarle, di apprezzarle. Perché, alla fine, è proprio in queste piccole cose che troviamo il vero senso della vita. Ricordiamolo sempre, la vita è un viaggio, non una destinazione… ed è il viaggio più bello che ci sia”.

Alla fine, quando dopo i ripetuti applausi finali, risalgono sul palco i due maestri, Simone ed Ignazio, quest’ultimo ci tiene a mettere in evidenza il nome di ogni singolo protagonista, come è giusto che sia a conclusione di uno spettacolo corale sì ma realizzato attraverso l’impegno di dodici percorsi individuali di apprendimento dell’essere attore su un palcoscenico: