Nelle scorse settimane abbiamo lanciato sulla pagina Facebook del nostro giornale il seguente sondaggio:

Prendiamo atto che la nostra comunità di lettori non gli ha dedicato grande attenzione (104 voti: 101 SI e 3 NO), ragion per cui non pretendiamo di attribuire al suo esito un significato particolarmente pregnante.
Adesso, tuttavia, vi proponiamo il passaggio dal giochino un pò provocatorio del sondaggio ad una affermazione sulla cui convinzione ci assumiamo per intero la responsabilità: su un nuovo parcheggio in un’area quanto più possibile adiacente alla cosiddetta “zona termale” è anche possibile che la città si giochi molto del suo futuro.
Qualcuno sicuramente ricorderà il video-messaggio del presidente di Federterme, ing. Massimo Caputi, inviato al Comitato Civico Patrimonio Termale lo scorso 6 marzo, nel quale il numero uno dell’unica organizzazione italiana che rappresenta le aziende termali in Italia poneva in modo particolarmente forte l’accento sulla grave criticità rappresentata dalla mancanza infrastrutturale di un parcheggio auto a servizio di quel complesso termale di Sciacca al cui rilancio il Partenariato Pubblico-Privato proposto sul mercato imprenditoriale-finanziario dalla Regione siciliana intende destinare risorse per 100 milioni di euro.

Quel “segnale” lanciato da Caputi non ha ricevuto l’attenzione che invece richiedeva, sia da parte della Regione che del contesto politico-amministrativo cittadino, come sempre non sufficientemente focalizzato sulla questione termale e troppo preso da inutili chiacchiere su problematiche marginali.

A fine maggio, il giorno prima della scadenza prevista nel P.P.P. per le manifestazioni di interesse da parte degli imprenditori privati, è arrivata da parte della Regione la scelta di prorogare la scadenza di quattro mesi, e tra le motivazioni addotte nel relativo decreto viene citata “la nota di Federterme n. 33 del 28 maggio 2025 con la quale vengono evidenziati alcuni elementi di criticità”.
Abbiamo allora voluto capirci di più e meglio.
Possiamo adesso affermare che proprio la mancanza di un parcheggio, con una capienza stimata in 400/500 auto a servizio della zona termale, costituisce una di queste criticità, se non addirittura la più rilevante, una criticità che può avere l’effetto di dissuadere un potenziale imprenditore privato con i requisiti del caso ad investire la sua quota parte di 50 milioni di euro nella riqualificazione e valorizzazione del complesso termale di Sciacca.
Ma, anche mettendo da parte per un momento la questione termale, noi sciacchitani sappiamo benissimo a nostre spese che la carenza infrastrutturale di parcheggi a servizio del centro storico è una delle maggiori e ataviche problematiche che ci affligge direttamente come cittadini, con una inevitabile e comprensibile ricaduta negativa sulle nostre prospettive di sviluppo turistico.
E a proposito di parcheggi, a Sciacca tutto sembra immutabile nel tempo: l’unica novità è stata ultimamente rappresentata da un rinnovato interesse dell’amministrazione Termine per la fattibilità dell’ipotesi denominata come “Parcheggio Borsellino”, dal nome dei proprietari del terreno in cui si potrebbe realizzare il parcheggio al di sotto della piazza Mariano Rossi. Ci sono stati infatti incontri con la famiglia Borsellino e con il professionista che a suo tempo aveva messo mano al progetto, ma il lungo tempo ormai trascorso e il lievitare dei costi avrebbe ormai definitivamente compromesso la disponibilità e l’interesse della proprietà verso questa infrastruttura.
Quindi, in materia di nuovi parcheggi, è come se a Sciacca fossimo all’anno zero.
Siamo allora andati a rinfrescarci le idee su cosa preveda a proposito di nuovi parcheggi il Piano Urbano di Mobilità, adottato nel 2017.
E lì scopri, a pagina 34 – cap. 14, che “la nuova offerta di sosta viene riferita a 4 nuovi parcheggi, uno dei quali è il “Parcheggio del Lungomare Terme”.
Al tavolo tecnico istituito dal Presidente della Regione per il rilancio del complesso termale di Sciacca è stato tuttavia fatta chiaramente intravedere la necessità del tutto comprensibile che gran parte dell’attuale “Lungomare delle Terme”, se non addirittura nella sua interezza, venga pedonalizzato o comunque destinato ad usi del tutto diversi da quelli del transito o del parcheggio auto, in una visione di rilancio e valorizzazione del complesso termale come polo di benessere.
A questo punto, ritornando a quella primaria esigenza esplicitata dal presidente di Federterme, di un parcheggio da 400/500 posti auto a servizio della zona termale, viene del tutto naturale chiedersi:
dove è possibile realizzarlo, con l’effetto benefico di venire incontro anche all’ulteriore esigenza della nostra città di poter disporre di un grande parcheggio non particolarmente distante dal centro storico?
Una volta venute meno le ipotesi dell’area ex stazione ferroviaria (il Comune in anni passati non ha esercitato l’opzione di acquisto e ne ha consentito l’acquisto a privati) e dell’area di proprietà Borsellino (per la lievitazione dei relativi costi), comunque entrambe non particolarmente vicine alla zona termale, l’area su cui attualmente sorge il vecchio ospedale di via Figuli potrebbe essere l’unica opzione possibile per realizzare un grande parcheggio (a raso, oppure multipiano) in grado raggiungere il duplice effetto di dotare la città di una infrastruttura comunque indispensabile alle esigenze sia del futuro complesso termale che del centro storico.


Perché allora tutti dormono e nessuno si muove?
Il fatto che l’area e il sovrastante fabbricato ex ospedale siano di proprietà regionale non può che facilitare le cose, così come un ulteriore elemento facilitante potrebbe essere la dichiarata volontà politica dell’attuale Presidente della Regione di far decollare a nuova vita le Terme di Sciacca.
E poi, aggiungiamo, ci sono aspetti ormai impellenti di decoro pubblico e di natura sanitaria che rendono indifferibile e urgente un intervento radicale su quel fabbricato fatiscente.

Sono necessarie modifiche del Piano Regolatore Generale?
Quando c’è la volontà di fare, tutto si può fare. Tanto più che la modifica del PRG sembra ormai già concretamente delineata all’orizzonte anche per altre motivazioni.
Ma occorre far presto, occorre avere le idee chiare sulla visione di città e mettersi al lavoro subito, lanciando chiari segnali al mondo imprenditoriale termale, in stretta sinergia con la Regione.
Finora al Comune di Sciacca e a chi lo rappresenta anche istituzionalmente è stato attribuito un ruolo di spettatore nelle dinamiche della questione termale, è invece necessario che il Comune assuma quel ruolo da protagonista che gli compete e che è reso necessario dalla situazione.