Un classico senza tempo di Luigi Pirandello è andato in scena ieri sera nell’Arena Giardino della Badia Grande:”L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello.
Il numeroso pubblico presente ha così avuto l’opportunità di immergersi nell’universo “pirandelliano” e nella sua visione del mondo, nella quale il sorriso e il comico si mescolano alla riflessione, al sentimento, all’umoristico, al sorriso.
Un grande plauso va alla compagnia TEATR’OLTRE di Franco Bruno, che oltre ad organizzare l’intera rassegna ha portato in scena questo spettacolo di grande impatto con un linguaggio concitato, convulso, fatto di continue esclamazioni, sospensioni, sottintesi, mezze frasi, frasi interrotte per fare arrivare allo spettatore l’agitarsi delle passioni.
La regia di Gianleo Licata e le superbe interpretazioni degli attori Ignazio Raso, Franco Bruno, Alessia Cattano, Nicola Puleo, Annarita Maretta, Monica Pavan e Alessandro Di Stefano hanno saputo rendere giustizia alla complessità e alla genialità pirandelliana.


Per l’occasione Franco Bruno e Gianleo Licata hanno anche voluto meritevolmente sviluppare una riuscitissima sinergia con altre compagnie teatrali cittadine, dal ruolo del protagonista affidato ad un Ignazio Raso semplicemente perfetto nei panni del Prof. Paolino.


A più di un secolo della sua prima rappresentazione (1919) l’interesse degli spettatori è ancora molto vivo e ciò significa che l’artista, premiato con il Nobel per la letteratura, rimane una figura moderna, decisamente attuale e sempre utile per stimolare profonde riflessioni sociali, come l’ipocrisia borghese, le maschere sociali e la complessa natura umana.
“L’uomo, la bestia e la virtù” pur nella sua singolare comicità, condensa molti dei temi e delle ossessioni che hanno animato l’intera produzione artistica del nostro orgoglio agrigentino.
La vita per l’autore del Novecento italiano più noto e apprezzato a livello internazionale è un “enorme pupazzata”, una recita di marionette. Ciascuno è obbligato a indossare una maschera per poter vivere con gli altri, per conformarsi s ciò che la società esige, a recitare una parte. Ma quando le maschere cadono rivelando la fragilità e l’ipocrisia della condizione umana.
Avere il privilegio di vedere un’opera del genio che ha rivoluzionato il teatro ci rende coscienti di come vivere con gli altri sia problematico, di come la società intrappoli ognuno in una serie di regole, convenzioni, comportamenti stereotipati, meccanismi ripetitivi e mortificanti della quotidianità.
La trama, apparentemente semplice, si snoda attorno al Professor Paolino, uomo virtuoso e integerrimo, e alla Signora Perella, donna dalla reputazione impeccabile e moglie del brutale Capitano Perella. Un inatteso incidente, mette in moto una serie di eventi esilaranti e disperati….
Pirandello mette a nudo la farsa della moralità convenzionale, dove l’apparenza trionfa sulla verità e i personaggi sono costretti a recitare ruoli che non gli appartengono. Essi sono “fuori bianchi come colombe, dentro neri come corvi, nel cuore fiele, in bocca miele”, sempre pronti a negare la loro vera natura in nome di un’etica inviolabile.
La commedia risulta attuale perché smaschera la moralità di facciata, dove l’onore e le convenzioni sociali sono più importanti della verità e dei sentimenti autentici. Ciò che conta è la necessità di salvaguardare l’apparenza a ogni costo per salvare l’onore di una donna, intrappolata in un matrimonio infelice e costretta a una farsa per salvare la sua posizione sociale.
Tutti i personaggi diventano emblematici, tutti il contrario di tutto. La commedia gioca sul contrasto tra la natura impulsiva e animalesca del capitano e la pretesa “virtù” del Professor Paolino e della Signora Perella, che in realtà celano istinti e desideri inconfessabili dietro una facciata di rispettabilità.
Se vi siete persi la prima e siete pronti a riflettere sulla “pupazzata” della vita avrete un’altra occasione stasera per immergervi gradevolmente in questo capolavoro, che conclude nel migliore dei modi la seconda riuscitissima edizione della Rassegna teatrale “Teatro in Badia”.














