È di dominio pubblico che all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca tutto ciò che riguardi la consumazione di generi alimentari sia un problema pressante e quotidiano.

Il bar è chiuso ormai da anni, mentre i pasti (che vengono preparati all’esterno) ti fanno venir voglia di mettersi a dieta ferrea per limitare al massimo il cibo da ingerire.

Proprio qualche giorno addietro una persona da noi ben conosciuta, ricoverata per una settimana, ci riferiva di un cibo pressoché privo di qualsiasi gusto.

Adesso è invece il Tribunale per i Ditti del Malato – CittadinazAttiva APS che interviene sull’argomento con una propria nota ufficiale inviata al Direttore generale dell’ASP di Agrigento e al Direttore Sanitario f.f. del presidio ospedaliero di Sciacca.

Il Tribunale per i Diritti del Malato, facendo parte della “commissione vitto” del nosocomio saccense dal 1996, dichiara di ritenersi legittimato ad intervenire sulla gestione di tale importante servizio che l’ospedale eroga ai suoi utenti.

Il giudizio sulla qualità del cibo, regolarmente inserito in tutti i verbali delle ispezioni effettuate, ha evidenziato infatti che, da quando il servizio è stato appaltato all’attuale ditta sono emerse alcune criticità importanti che pregiudicano tutta la qualità del cibo.

Infatti, tale ditta utilizza dei carrelli non termici che hanno come conseguenza l’arrivo del vitto nelle corsie freddo e immangiabile, nonostante che dalla cucina esca di qualità accettabile.

Inoltre il cibo viene servito in contenitori non idonei, di materiale plastico, con il rischio di rilascio di elementi inquinanti.

Bisogna evidenziare che all’inidoneità dei carrelli si aggiunge anche un ritardo nell’orario di somministrazione del vitto.

Sappiamo che si sta provvedendo, preparando un nuovo contratto, e riteniamo di sollecitare la dirigenza a tenere in conto le nostre segnalazioni affinché la ditta che si aggiudicherà l’appalto si doti degli opportuni mezzi per evitare i disservizi segnalati.