
L’arena delle Badia Grande è gremita in ogni ordine di posti da una folla di adulti ma soprattutto di adolescenti richiamati dal saggio di fine anno dei loro coetanei che stasera debuttano sulla scena. Tutti allievi dell’Associazione Culturale Cine Micron di Ignazio Raso e Simone Peronace. Ispirato a Max Aub, i sette giovani attori (sei donne e un uomo) raccolgono le confessioni di gente comune che ha ucciso. Le vittime sono i vicini di casa, il passante poco accorto, il professionista che eroga una prestazione in maniera non adeguata, l’amante, il coniuge, perfino i bambini, a testimonianza che il male ci raggiunge ogni giorno con le sue insinuanti tentazioni. E che tutto questo avvenga per bocca di adolescenti è per il pubblico presente quasi uno choc. Questi giovani attori danno voce a degli assassini ma sono lì ad esorcizzare la realtà e a dirci che questo non l’hanno mai fatto. Il darsi colpa a vicenda é la speranza che quelle confessioni siano solo un pensiero, una fantasia portata all’esasperazione.


Le confessioni sono rivelazioni, hanno la brevità dell’aforisma, ma invece di palesare sagge informazioni sulla vita, procedono a ben altre rivelazioni: sono l’essenza della frustrazione degli esseri umani di oggi. Di fronte all’esposizione di questi delitti la reazione che coglie lo spettatore è duplice: l’ironia feroce manifestata dalla recitazione potrebbe trovarci ironicamente d’accordo con l’esplosione culminante di un sentimento esasperato; dall’altro lato, la terribile convinzione della verosimiglianza, testimoniata da cronache quotidiane di reali delitti commessi per futili motivi, potrebbe, e forse dovrebbe, stimolare una diversa consapevolezza, e farci ritenere la pièce teatrale un monito alla tolleranza ed al rispetto.

In un tempo in cui anche i migliori sono sfiduciati ed accettano passivamente tutto ciò che viene loro imposto, dove il dissenso è ridotto alla voce flebile della lamentazione, il mediocre tenta, nel modo rozzo e brutale che conosce, di lasciare un segno. Sono delitti senza castigo, gioco irriverente, invenzione provocatoria. Ancora una volta, la Cine Micron ci proietta in un teatro di altro livello e la ricerca operata da Ignazio e Simone e il loro scommettere anche sui giovanissimi ci apre il cuore alla speranza di una crescita culturale della nostra comunità.