Nostro servizio particolare

Se 1+1 fa 2, allora un’attenta lettura del decreto regionale D.D.G. n. 1421/ 7 S. emesso in data odierna 30 maggio 2025 a firma del dirigente generale dell’Assessorato Attività Produttive, Dario Cartabellotta, rivela che almeno un imprenditore privato interessato a partecipare al partenariato pubblico privato per le Terme di Sciacca c’è.
E questa è sicuramente una buona notizia che, pur non togliendo del tutto l’amaro in bocca causato dalla proroga al 30 settembre del termine inizialmente fissato per il 31 maggio, addolcisce sicuramente la pillola.
Si scopre infatti che il decreto in questione non si limita a prorogare la scadenza per le manifestazioni di interesse, ma all’articolo 1 sopprime il paragrafo contenuto in quella che era stata finora la formulazione dell’articolo. 5 dell’Avviso pubblico esplorativo.
Il paragrafo soppresso è il seguente:
“Qualora la proposta determini impatti sulla viabilità e/ o sulla disponibilità di aree verdi fruibili dalla cittadinanza, l’Amministrazione richiede che l’operatore economico proponente preveda apposite opere compensative, anche di urbanizzazione, per mitigare tali impatti e che includa i lavori connessi nel perimetro della proposta”.
A ciò si aggiunga che nella parte delle premesse del decreto viene fatto esplicito riferimento alla “nota di Federterme n. 33 del 28 maggio 2025 con la quale vengono evidenziati alcuni elementi di criticità”.
Quindi, se 1+1 fa 2, allora il 2 che emerge dalle righe del decreto è che l’imprenditore o gli imprenditori (associati?) interessati ci sono, che fanno parte di Federterme e che non gradiscono mettersi a carico gli oneri di opere compensative per controbilanciare il fatto che la città di Sciacca sarà (comprensibilmente ) privata della viabilità sul lungomare delle Terme e/o della fruibilità del parco termale, aree delle quali l’imprenditore/gli imprenditori in questione avranno la necessità di disporre in modo esclusivo.
Questa “criticità” è stata rappresentata alla Regione soltanto in data 28 maggio (nota di Federterme) e la Regione ha ritenuto di correre ai ripari eliminando il vincolo delle opere compensative e prorogando di necessità il termine di scadenza.
Nello stesso decreto viene pertanto “ritenuto” di “dare facoltà agli operatori economici che hanno già presentato una propria proposta di presentarne una nuova in sostituzione di quella già trasmessa”.
La possibilità che potesse essere richiesto l’utilizzo esclusivamente pedonale, in tutto o in parte, del viale delle Terme e l’uso esclusivo del parco per gli degli ospiti dell’albergo/stabilimento termale era già emersa in sede di tavolo tecnico con la partecipazione del sindaco di Sciacca e del del Comitato Civico Patrimonio Termale, ma la rappresentanza regionale aveva immediatamente replicato che, qualora si fosse in futuro concretamente manifestata tale necessità, la città avrebbe avuto in cambio le cosiddette “opere compensative”.
La stesura dell’odierno decreto fa quindi ritenere che non sarà così, e non ci risulta che il sindaco sia stato preventivamente avvertito o consultato.
Riassumendo, quindi, la buona notizia è che il partner privato dovrebbe davvero esserci, sia pure ancora dietro le quinte, mentre la notizia meno buona è che nella valutazioni delle possibili ricadute sulla città di Sciacca continua a non essere coinvolta la nostra rappresentanza istituzionale e politica.