
I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò hanno inviato la seguente lettera aperta al Sindaco di Sciacca, Fabio Termine:
Signor Sindaco,
con crescente stupore e profondo rammarico civico, constatiamo che Sciacca è ormai l’unico Comune d’Italia in cui l’assenza di bandiere istituzionali è diventata una triste e inaccettabile normalità.
Da quindici mesi, i pennoni del nostro Municipio restano vuoti, muti testimoni di un’offesa alla Repubblica che grida vendetta al cospetto delle istituzioni e della storia.
Non si tratta di semplice disattenzione. È un danno alla dignità costituzionale.
Il 25 Aprile, giorno in cui l’Italia onora i caduti per la libertà, le aste del Comune sono rimaste spoglie, come in un paese senza memoria.
Durante il lutto universale per Papa Francesco, è mancato persino quel minimo segno di pietà istituzionale che ogni altro municipio d’Europa ha garantito.
Mentre piccoli centri come Raffadali e Joppolo Giancaxio mantengono alta la bandiera nazionale, Sciacca sembra voler sventolare soltanto il vessillo del disinteresse e del degrado.
Questa non è amministrazione. È un oltraggio.
Un oltraggio all’articolo 12 della Costituzione, che definisce il tricolore simbolo della Repubblica.
Un oltraggio al decoro che ogni sindaco ha il dovere di garantire, come previsto dall’art. 49 del D.Lgs. 267/2000.
Un oltraggio ai cittadini, che Lei stesso ha giurato di servire con disciplina e onore.
Le giustificazioni addotte finora risultano inaccettabili per un ente pubblico.
Parlare di “poche decine di euro” per un simbolo nazionale equivale a misurare in centesimi il valore della Repubblica.
E se davvero si trattasse di un importo irrisorio, perché non si è intervenuti in 450 giorni?
La verità è chiara: manca la volontà politica. Una mancanza sostituita da un cinismo che ormai è diventato prassi nella cronaca del fallimento amministrativo.
Non siamo soli in questa valutazione.
Il direttore della testata giornalistica ServireSciacca, dott. Nino Porrello, sulla testata ha dichiarato apertamente che un ” palazzo municipale spoglio di bandiere da 15 mesi ha un nome ben preciso, si chiama sciatteria”, ossia “Trascuratezza dovuta a insensibilità o incuria”.
E i cittadini ci interpellano ogni giorno, chiedendoci: “Dove sono finite le istituzioni?”
Per questi motivi, chiediamo formalmente e con urgenza:
1. L’esposizione permanente della bandiera italiana, con relativo verbale di installazione protocollato.
2. La pubblicazione di un rendiconto dettagliato sugli interventi di manutenzione effettuati negli ultimi tre anni.
3. La convocazione urgente del Consiglio Comunale per fornire pubblicamente spiegazioni alla cittadinanza.
In caso di ulteriore silenzio da parte Sua, ci vedremo costretti ad agire:
– Presenteremo un esposto collettivo alla Corte dei Conti per danno d’immagine arrecato allo Stato.
– Avvieremo una sottoscrizione popolare per acquistare le bandiere mancanti, esponendole simbolicamente con la scritta: “Donate dai cittadini al Sindaco distratto”.
– Organizzeremo una manifestazione pubblica in cui i bambini delle scuole disegneranno il tricolore, trasformando la Sua negligenza in un’occasione di educazione civica.
La storia giudicherà questo sfregio alla Repubblica.
Noi, oggi, Le diamo un’ultima occasione per rientrare nei ranghi del buongoverno.
Con amarezza ma con ferma determinazione,