La notizia delle dimissioni, apparentemente, chiude il cerchio, tant’è che nel seguitissimo programma in TV “di Martedì” Giovanni Floris ci passa su con un emblematico e velocissimo: “ma lui oggi di è dimesso”.

Lui è Lillo (Calogero) Pisano, di cui abbiamo già parlato ieri con il nostro articolo di seguito riportato, il segretario provinciale e componente delle direzione centrale di Fratelli d’Italia, che l’altro ieri era stato sospeso da ogni incarico di partito e deferito al collegio dei probiviri, dopo che il quotidiano la Repubblica aveva scovato e pubblicato alcune sue passate dichiarazioni social considerate inneggianti a Hitler e Putin.

Lui, che in una recentissima conferenza stampa a Sciacca come candidato alla Camera dei Deputati per FdI, si era detto legatissimo a Giorgia Meloni, con cui dichiarava di aver condiviso sin dall’inizio tutto il proprio percorso in politica. Lui, che ieri ha deciso di togliere il “disturbo”, amplificato dagli ultimi giorni di accesissima campagna elettorale, dimettendosi dal partito con queste parole:

Ho avuto ora conferma del mio deferimento ai Probiviri per provvedimento disciplinare. Non voglio trascinare Fratelli d’Italia in situazioni imbarazzanti e per questo motivo ho inviato la mia lettera di dimissioni volontarie”.

Una decisione questa sicuramente avallata da Giorgia Meloni, per la quale tenere in “sospeso” questa situazione quanto meno imbarazzante, nella settimana elettoralmente cruciale per lei e il suo partito o doverla poi affrontare in collegio dei probiviri, non era certo cosa piacevole e gradita.

Tanto, si sa, le notizie vengono rapidamente digerite così come vengono date, e come ha detto Floris “lui si è dimesso” e quindi non fa più parte di Fratelli d’Italia e quindi non esiste più alcun problema…

Così almeno la penseranno in tanti… Tanto, si sa, in politica ormai come altrove non è più ciò che è ma ciò che appare

Ciò che è, dietro queste dimissioni, sostanzialmente solo di facciata, lo si può così rapidamente riassumere.

È quello che aveva raccontato nella conferenza stampa di Sciacca, ossia di essere cresciuto nell’humus politico e culturale del gruppo dei quei giovani che poi è rimasto sempre a fianco di Giorgia Meloni, è che lui rimane candidato nel Colleggio uninominale per la Camera dei Deputati sotto il simbolo di Fratelli d’Italia, è che lui ha la quasi certezza della elezione a deputato della Repubblica anche se nessun elettore dovesse mettere la X sul suo nome, è che lui rappresenterà il territorio e gli elettori della circoscrizione di Agrigento in Parlamento, è che lui potrà sempre votare (e lo farà…) a favore della sua grande amica e compagna di viaggio politico Giorgia Meloni. E poi, chissà, un giorno l’amicizia potrebbe anche far miracoli e, una volta che tutti avranno dimenticato…, lui, il meloniano dimissionario volontario, potrebbe ritornare tra le file di Fratelli d’Italia… chissà.

Tutto questo tranne che…

Tutto questo tranne che Calogero Pisano non volesse e dovesse volontariamente dimettersi ANCHE da deputato, immediatamente dopo la sua elezione, “per evitare situazioni imbarazzanti a Fratelli d’Italia”

Ma chi ci crede alzi la mano!…

QUELLO CHE NON SI DICE SULLA SOSPENSIONE DI LILLO PISANO (FdI)

DiNINO PORRELLO – SET 20, 2022

Stamani è notizia di primo piano su tutta la stampa, da quella nazionale a quella agrigentina, la sospensione del segretario provinciale e componente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia, Lillo Pisano, da ogni incarico di partito, con effetto immediato. Questo dopo che il quotidiano la Repubblica aveva reso pubblici alcuni post social di cui il Pisano si era reso autore qualche tempo fa e considerati inneggianti a Hitler e Putin, di cui Pisano si è adesso subito “scusato” sempre a mezzo post social.

Questo il testo completo del comunicato di FdI:

“Calogero Pisano è sospeso con effetto immediato da Fratelli d’Italia. È sollevato da ogni incarico di partito, a partire da quello di coordinatore provinciale di Agrigento e di componente della Direzione nazionale. Da questo momento in poi Pisano non rappresenta più FdI a ogni livello e a lui viene inibito anche l’utilizzo del simbolo. È deferito al collegio di garanzia del partito per ogni ulteriore decisione“.

Tutto rimesso a posto e risolto, quindi? Manco per idea, e il bello è che nessuno mi sembra che lo dica.

Il contenuto più intrigante e anche più interessante della “notizia” è, piuttosto, il fatto che il nominativo di Calogero Pisano (a suo dire molto legato a Giorgia Meloni nella sua carriera politica) rimarrà sulla scheda elettorale rosa per la Camera dei Deputati, che gli elettori della circoscrizione di Agrigento si ritroveranno in mano il 25 settembre, con la conseguenza che quegli elettori che volessero votare per Fratelli d’Italia (e si ritiene che non saranno pochi) dovranno inevitabilmente votare proprio per … Lillo Pisano, che ormai “rimane” sulla scheda come il nominativo indicato per Fratelli d’Italia nel collegio uninominale di Agrigento e che proprio per questo (l’uninominale) ha notevolissime probabilità di essere eletto come deputato della Repubblica italiana.

Solo dopo la sua (probabile) elezione potrebbe esserci, se ci sarà…, una conseguenza concreta dell’odierno provvedimento di sospensione:

– Lillo Pisano dovrà formalmente iscriversi al gruppo misto della Camera dei Deputati, ma nessuno potrà impedirgli di sentirsi parte e di far parte, in Parlamento, dello schieramento numerico di Fratelli d’Italia e della coalizione di centro/destra;

⁃ Lillo Pisano se eletto si dimette da deputato per fatto di “coerenza politica” (ma ci sembra ipotesi assai remota…) 

– la sospensione viene revocata e finisce tutto a tarallucci e vino… alla faccia degli apprezzamenti subHitler e Putin

Insomma, il provvedimento di sospensione che oggi riempie tutti i titoli dei giornali è, di fatto e quasi certamente, un atto assai ben poco significativo sotto il profilo delle sue prossime conseguenze pratiche e anche politiche. 

Certo, giunti a questo punto Giorgia Meloni non avrebbe potuto far tanto (magari un’espulsione…?), ma quello che è accaduto è sicuramente emblematico delle perverse conseguenze dell’attuale sistema elettorale (un certo nominativo devo votarlo per forza se scelgo quel partito, anche se non vorrei votarlo…) e dei discutibilissimi sistemi di selezione della classe politica chiamata a rappresentare il territorio e tutti noi

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