Mentre si era ancora intenti a smaltire gli effetti ubriacanti di quelle strane, o quanto meno insolite, dichiarazioni rilasciate a RMK TV da un sindacalista della CGIL, Antonio Cutugno, che nonostante le stringenti domande di Massimo D’Antoni insisteva imperterrito nel rassicurarci tutti sul fatto che “l’Ospedale di Sciacca rispetto agli altri è un po’ più fortunato” e anche che “è messo meglio di quello di Agrigento”, grazie al fatto che “ l’ASP di Agrigento è diretta da un management molto attento”, in contemporanea ci è stata raccontata una storia che, dopo averla ovviamente verificata, possiamo e vogliamo condividere con i nostri lettori.

Una storia che, se 1 + 1 fa 2, la dice lunga su come l’Ospedale di Sciacca sia o non sia al centro delle migliori attenzioni da parte del management aziendale.

Una premessa, necessaria. Come già raccontato nel nostro editoriale del giorno 7 agosto, con il decreto n. 2057 del 18.11.2019 l’Assessorato regionale della Salute ha stabilito che il circuito della Rete per le emergenze delle malattie cerebro-vascolari (chiamato Stroke Unit) venisse integrato con il P.O. di Sciacca, quale sede di Centro Spoke, in quanto l’Ospedale di Sciacca è (o dovrebbe essere…) un DEA di primo livello.

Che cosa è un Centro Spoke? È un ospedale attrezzato per intervenire in un arco temporale massimo di 4 ore nel trattamento dell’ictus celebrale ischemico, con una terapia che garantisce maggiore probabilità di sopravvivere (riduzione della mortalità) e di mantenere una propria autonomia nelle attività di vita quotidiana (riduzione della disabilità).

Ciò premesso, si può ritenere ne consegua che chiunque gestisca le sorti dell’ASP agrigentina avrebbe dovuto attivarsi di conseguenza, ossia attivarsi per realizzare tutti i presupposti necessari a rendere operativa e funzionale la struttura di Centro Spoke presso l’Ospedale di Sciacca: in primis quindi adoperarsi per creare presso di esso la necessaria unità di neurologia.

Questa cosa, invece, non solo non risulta che sia stata fatta, ma non si è neanche tentato di farla, come dimostra la storia che adesso vi raccontiamo.

Presso l’ospedale di Agrigento sul finire del 2019 prende servizio, nell’unità operativa di neurologia ivi già sussistente, un dirigente medico sciacchitano specializzato in neurologia. Qualcuno, nell’ambito dell’associazionismo che a Sciacca si occupa di tematiche ospedaliere, prospetta allora l’opportunità che questo medico possa essere trasferito su Sciacca, per creare i presupposti affinché possa diventare operativo il Centro Spoke.

Negli uffici direttivi di Agrigento qualcuno in un primo momento sembra recepire il segnale, tant’è che al neurologo in questione, nel corso del 2020, viene chiesta verbalmente la disponibilità a trasferirsi su Sciacca per gestire quello che in una prima fase sarebbe un “ambulatorio di neurologia”, quale presupposto concreto di una successiva unità di neurologia.

Il neurologo risponde di sì, è ben disponibile, e da quel momento inizia una lunga attesa che non arriverà mai a conclusione, anzi ad un certo punto il nostro neurologo si sentirà dire dall’ufficio risorse umane dell’ASP che è inutile coltivare speranze di trasferimento a Sciacca. In questo lasso di tempo, peraltro, nessun specifico concorso viene espletato per far fronte all’esigenza di trovare neurologi per l’ospedale di Sciacca e neanche ci si attiva per contrattualizzare figure professionali di tale profilo.

Ma vicino a noi c’è chi, nonostante la pandemia, si muove meglio e assai diversamente.

È l’ASP di Trapani, che avendo la stessa identica esigenza per il proprio Ospedale di Castelvetrano, propone invece l’assunzione proprio al nostro neurologo sciacchitano, che stanco di aspettare all’inizio del mese di luglio 2022 firma il contratto di lavoro con ASP Trapani per l’assunzione come dirigente medico presso l’istituenda unità operativa di neurologia dell’Ospedale di Castelvetrano, dove invece la Stroke Unit – Centro Spoke diventerà presto una realtà.

Questa è la storia, vera, che ci hanno raccontato e che abbiamo voluto condividere con i nostri lettori. Una storia che, pensiamo, non abbia bisogno di alcun commento.

Ci chiediamo: non sarebbe a questo punto opportuno, nell’attesa che Castelvetrano diventi operativo, creare i presupposti affinché l’Ospedale di Sciacca possa e debba fare riferimento, per le future proprie esigenze di Stroke Unit, a Castelvetrano invece che ad Agrigento o Enna?

Per finire, non dimentichiamoci dei recenti episodi di persone molto anziane trasportate ad Agrigento per mancanza di operatività dell’unità di ortopedia e poi della mancata attivazione del macchinario medicale per la Scrambler Terapy, oggetto di compiaciuti annunci pubblici quale importantissimo presidio antalgico in dotazione presso l’Ospedale di Sciacca, per combattere il dolore severo e cronico, in realtà mai entrato in funzione e da mesi abbandonato in una stanzetta, appositamente attrezzata, e non utilizzato per carenza di personale di terapia intensiva.

Ma il nostro caro sindacalista della CGIL stia tranquillo… ha pienamente raggiunto l’obiettivo di tranquillizzarci tutti e sopratutto di convincerci che siamo messi meglio degli altri…

OSPEDALE: STROKE UNIT, RICOSTRUIAMO LA VERITÀ (AGO 7, 2022)

Negli ultimissimi giorni ha tenuto banco la notizia della mancata attivazione della Stroke Unit presso l’Ospedale di Sciacca, valutata come una sorta di ultima beffa subita dal nosocomio saccense rispetto ad altri ospedali presso i quali invece tale attivazione è avvenuta (Agrigento) o starebbe avvenendo (Castelvetrano). A fronte delle proteste che ne sono immediatamente scaturite, in un clima che era già di per sé infuocato sull’argomento-ospedale, è stata data notizia dall’on.le Margherita La Rocca:

– che tale mancata attivazione su Sciacca è dipesa dalla mancanza nel nostro ospedale della Neurologia

– che comunque Sciacca non è stata esclusa, ma rimane inserita nel cosiddetto “circuito Stroke”.

Fin qui la notizia, rispetto alla quale abbiamo tuttavia voluto capirne di più, andando a ritroso nel documentarci, ragion per cui se anche il lettore vuol saperne di più dovrà avere la pazienza di seguirci in questa nostra ricostruzione temporale, dalla quale la realtà dei fatti emerge chiaramente. Una premessa, per capire l’importanza di ciò di cui stiamo trattando. La Stroke Unit riguarda direttamente il contrasto a una delle malattie più diffuse, ossia quell’ictus cerebrale (stroke) provocato da un disturbo della circolazione del sangue nelle arterie del cervello, e che costituisce la prima causa di disabilità negli anziani, seconda causa di morte e la terza causa di disabilità a livello mondiale. Ci sono due forme di ictus cerebrale:

1. l’ictus ischemico, che si verifica nell’80% dei casi ed è  dovuto al mancato apporto di sangue in una parte del cervello;

2. l’ictus emorragico, che si verifica invece nel 20% dei casi

L’unica terapia efficace contro l’ictus ischemico è rappresentata dalla trombolisi endovenosa, che è in grado di sciogliere il trombo che si forma all’interno del circolo arterioso e che occlude l’arteria cerebrale. Il trattamento è praticabile entro le 4 ore e mezzo dall’inizio dei sintomi e l’efficacia della terapia è maggiore quando il più precocemente possibile eseguita. Se la trombolisi  venosa viene  somministrata con tempestività, i pazienti colpiti da Ictus ischemico hanno maggiore probabilità di sopravvivere (riduzione della mortalità) e di mantenere una propria autonomia nelle attività di vita quotidiana (riduzione della disabilità).

Fatta questa premessa, ricostruiamo adesso una serie di passaggi significativi.

02 febbraio 2019  

L’Assessorato regionale della Salute emette il decreto n. 141 avente ad oggetto la “Riorganizzazione della Rete per le emergenze delle malattie cerebro-vascolari”, nell’ambito della quale viene individuata la Rete delle Stroke Unit, secondo il modello Hub e Spoke. Nella parte delle premesse vengono individuati per ciascun bacino geografico 1 Centro Hub di II livello (tra i quali l’Ospedale di Caltanissetta per il bacino CL-AG-EN e l’Ospedale Civico di Palermo nel bacino Pa-TP) e alcuni Centri Spoke (tra i quali l’A.O. San Giovanni di Dio di Agrigento nel bacino CL-AG-EN e il P.O. di Castelvetrano nel bacino PA-TP). Nella parte dispositiva del Decreto, tuttavia, il P.O. di Castelvetrano non viene citato (per una incredibile dimenticanza?). L’Ospedale di Sciacca non vi figura e quindi a quel momento non fa parte della Rete.

22 Ottobre 2019

In un confronto con l’Assessore della Salute, Ruggero Razza, e con la commissione tecnica regionale Rete della Stroke, la presidente della Commissione Salute dell’Ars, On.le Margherita La Rocca, illustra i motivi per cui l’ospedale di Sciacca dovrebbe essere inserito nella Rete della Stroke Unit:

– perché è un Dea di primo livello, perché ha una radiologia attiva h24, perché ha una riabilitazione e perché nella nuova rete ospedaliera sono previsti per esso 4 posti di neurologia che dovranno essere attivati immediatamente.

La commissione tecnica regionale in quell’occasione mostra grande disponibilità per garantire a Sciacca una Stroke Unit di primo livello. L’on.le La Rocca chiede anche di prendere in considerazione il fatto che Sciacca possa avere come Hub di riferimento Palermo, tenuto conto delle distanze che intercorrono con Caltanissetta.

18/11/2019

L’istanza perorata dalla Presidente della Commissione Sanità viene accolta con il decreto n. 2057 del 18.11.2019. In esso l’Assessorato regionale della Salute stabilisce:

ART.1) 

Il circuito della Rete per le emergenze delle malattie cerebro-vascolari viene integrato con il P.O. di Sciacca, quale sede di Centro Spoke;

ART. 2)

E’ fatto obbligo al Dirigente Generale dell’ASP di Agrigento, in considerazione  della posizione geografica del P.O. di Sciacca, di definire il raccordo sia con la Centrale Operativa 118 del Bacino di AG-CL-EN che con quella del Bacino di PA-TP, al fine di elaborare appositi protocolli per un’efficace integrazione delle attività di rispettiva competenza, per il rispetto delle tempistiche di soccorso, l’appropriatezza  delle cure e la corretta assegnazione a differenti livelli di complessità che la casistica richiede. 

2020/2021

La pandemia Covid distoglie l’attenzione dall’argomento, le persone che a Sciacca vengono colpite da Ictus ischemico debbono essere trasportate a Trapani o Caltanissetta, sempre che i tempi di diagnosi e di trasporto non oltrepassino le prescritte e necessarie 4 ore, altrimenti… Il Comitato Civico Sanità, di cui fa parte anche T.D.M., continua tuttavia nel periodo a fare presente in ogni utile occasione che l’Ospedale di Sciacca, come DEA di I livello, è in attesa della sua concreta attivazione come Stroke Unit nella forma Spoke.

06/08/2022

Si ha notizia ufficiale dell’attivazione della Stroke Unit presso il reparto di Neurologia dell’ospedale di Agrigento. In un comunicato stampa si legge la dichiarazione del direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Salvatore Lucio Ficarra, a margine della giornata in cui la nuova unità sanitaria d’avanguardia viene formalmente consegnata alla collettività:  “Un’unità di trattamento specifico per i pazienti colpiti da ictus celebrale, potenzia la gamma delle possibilità di cura in provincia e fa fare un deciso passo in avanti alla sanità agrigentina nel suo complesso. L’inaugurazione del servizio – continua Ficarra – consente di limitare gli spostamenti dei nostri concittadini fuori provincia. La funzionalità dei 4 specifici posti letto monitorizzati della Stroke Unit qualificano l’attività dell’Asp di Agrigento, rendendo accessibili cure specialistiche fino a ieri non possibili sul territorio provinciale. Finalmente si può procedere alla terapia con trombolisi, ossia attraverso una metodologia che prevede la somministrazione endovena di un bolo di farmaco fibrinolitico utile a sciogliere il trombo causa della patologia”.

Sulla base di tutto quanto sopra, emergono a nostro avviso i seguenti interrogativi, che rappresentano altrettante necessità:

• se davvero si voleva dare un seguito concreto e concludente al decreto che ha inserito l’ospedale di Sciacca nella Rete Stroke Unit e si volesse oggi dare un seguito concreto alla rinnovata richiesta di di far urgentemente diventare l’ospedale di Sciacca sede di Spoke Unit, cosa ha fatto in questi anni e cosa sta facendo adesso chi aveva la responsabilità e il potere di organizzare su Sciacca la necessaria apertura di un’unità operativa di Neurologia? Che fine hanno fatto quei 4 posti di neurologia “che dovevano essere attivati immediatamente” ad ottobre 2019?

• nelle more che tutto ciò avvenga, e sperando che possa davvero avvenire, le persone colpite da Ictus ischemico nel territorio di Sciacca potranno essere trasferite sul più vicino ospedale di Castelvetrano (qualora lo stesso diventi operativo come Spoke Unit) invece che sul più lontano San Giovanni Di Dio di Agrigento, oppure ancora sull’HUB di Palermo invece che sul più lontano Hub di Caltanissetta? Con ciò tenendo conto anche dei contenuti dell’art. 2 del decreto nr. 2057.

• non ci troviamo di fronte all’ennesimo atto gestionale che, di fatto, finisce per penalizzare il territorio ospedaliero di Sciacca e tutta la sua utenza?

DECRETO-N.-141Download

DECRETO-N.-2057Download

4 pensiero su “UN RACCONTO SU COSA NON SI È FATTO PER DOTARE L’OSPEDALE DI SCIACCA DELLA STROKE UNIT”
  1. è una furbata tutta a danno dei cittadini di Sciacca e del suo interland,che andrebbe ricordata quando andremo a votare fra qualche giorno;ci stanno mortificando spudoratamente e lo possono fare facilmente perché nessuno ci difende dal 2009

  2. Ci son “sviste” che non lasciano dubbi su una perdita di centralità dell’ospedale di Sciacca e del territorio che la circonda. I prossimi due / tre anni saranno ancora più carenti di personale medico, in virtù delle passate politiche nazionali sui numeri chiusi alle scuole di specializzazione e il contemporaneo pensionento del personale in servizio. Appare pertanto superata una organizzazione sanitaria basata su una divisione territoriale corrispondente a quella provinciale. È possibile per un cittadino di Sambuca o Menfi eseguire una Tac a Licata come primo accesso disponibile?. Sambuca e Licata sono distanti quasi 170 km. Allora non è auspicabile pensare a una revisione della organizzazione sanitaria regionale tale che i paesi che gravitano sull’ospedale di Sciacca siano accomunati in una nuova azienda?
    Anche alla luce delle vicende descritte per la Stroke Unit.

  3. Che grande carognata……
    Siamo circondati da politici senza una coscienza morale…….fanno solo i propri interessi ……. dobbiamo ribellarci

  4. Ho letto attentamente il servizio di Nino Porrello.non ero a conoscenza delle iniziative e dell’istituzione dell’uoc di neurologia presso l ospedale di Sciacca. Siamo in presenza di comportamenti omissivi gravi.sono contro le denunce ,ma coloro che sono rimasti inattivi debbono chiarire ai cittadini,sopratutto a quelli di Sciacca e dell’hinterland , i motivi della loro colpevole inattività.
    Non si può restare in silenzio. lillo Craparo

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