Gli abitanti del quartiere nel quale sono ricomprese due arterie tra le più sconquassate della città, la via al Lido e la sottostante e parallela di via Ferdinandea, si sono riuniti in un nuovo Comitato di quartiere denominato Lido-Ferdinandea, predisponendo il relativo statuto e aprendo una propria pagina facebook, nelle more di eleggere direttivo e presidente nella prima assemblea.

Al momento i membri sono una cinquantina, ma aumentano rapidamente di giorno in giorno.

Nel primo post pubblicato su facebook gli interessati reclamano “ la dignità di essere riconosciuti come quartiere e di godere dei servizi essenziali per ogni cittadino (acqua, pubblica fognatura, pulizia e manutenzione strade, sicurezza, decoro, mare senza più ingiustificato divieto di balneazione, accessi al mare, luoghi di aggregazione, ecc.) ”.

“Vogliamo dare dignità di quartiere e di comunità ad una delle zone più belle di Sciacca – ci dice Mario Di Giovanna, che di questo Comitato è uno dei promotori -, il nostro intento è anche quello di promuovere una progettualità che nasca dalle idee di chi in questa zona sicuramente bella, ma da tempo abbandonata al suo destino, ci abita”. 

La prima, urgente problematica che viene subito affrontata dal Comitato è quella “fognaria”.

In una lettera datata oggi domenica 13 dicembre e indirizzata al Sindaco di Sciacca si fa riferimento alle “esplosioni del collettore fognario della Perriera che accadono puntualmente ad ogni copiosa pioggia ormai da 10 anni e che nell’ultimo anno si sono aggravate notevolmente, venendo a creare una situazione di grave pericolo per le abitazioni della sottostante via al Lido e per le persone che vi abitano o vi transitano, in quanto suscettibili di essere travolte da acqua, fango, pietre e liquami”.

Considerato che a distanza di 15 giorni dall’ultimo evento dannoso i liquami fognari misti a fango non sono stati ancora rimossi dalle strade, con pericolo alla circolazione stradale e con potenziali conseguenze di carattere sanitario, il costituendo Comitato chiede al Sindaco Francesca Valenti di voler provvedere con somma urgenza:

  • a fare rimuovere i liquami dalla via al Lido e che contestualmente si faccia eseguire un lavaggio straordinario di sedime stradale e dei muri di cinta imbrattati di liquami
  • a disporre la rimozione del materiale fangoso che ostruisce i tombini di raccolta delle acque
  • a ordinare una ricognizione e verifica di stabilità del pendio della Perriera reso potenzialmente instabile dalle predette esplosioni fognarie e dalle approssimative riparazioni parziali effettuate in un recente passato
  • a comunicare quali azioni, progetti e tempistiche sono previste per la risoluzione del problema

La lettera al Sindaco si conclude con la richiesta di un incontro sui luoghi o in qualsiasi altra sede per illustrare nel dettaglio quella che viene definita cone una “situazione grave e disperata”.

Già più volte abbiamo attenzionato su questo Blog le diverse problematiche che affliggono ormai da tanti anni questa zona della città, con risvolti di preoccupazione anche per l’incolumità pubblica.

Al Comune, come spesso avviene, hanno fatto orecchie da mercante, fregandosene delle ripetute segnalazioni dei cittadini e della stampa: ci si è limitati a moltiplicare il numero delle transenne e a non sempre tempestive pulizie straordinarie in occasioni delle invasioni di fango putrido dalla sovrastante scarpata della Perriera.

Adesso c’è finalmente un Comitato di quartiere, all’apparenza agguerrito, che intende far rispettare la dignità di chi abita nella zona e anche di tutti gli altri cittadini che vi transitano per raggiungere il popoloso quartiere di San Marco.

Riusciranno i nostri “eroi civici” a far sentire efficacemente la propria voce e a smuovere l’immobilismo di amministratori ed uffici comunali?

Staremo a vedere e, statene certi, seguiremo con particolare attenzione l’evolversi della situazione.

VIA AL LIDO, LA STRADA DEI RECORD E DELLA PERSEVERANZA

di Nino Porrello – 20 Settembre 2020 

Via Al Lido, cioè la più tipica espressione negativa di perseveranza nella nostra città di Sciacca. E anche dei record.

Nel corso degli anni tanti ne hanno parlato, in tanti hanno descritto il problema di questa strada che è la più dissestata e, nel periodo estivo, forse anche la più trafficata del perimetro urbano, ma la Via Al Lido persevera nel suo dissesto come un trofeo dell’incuria amministrativa e del menefreghismo politico per i problemi reali della città.

E’ la strada dei record, attualmente ben 10 transenne nel suo percorso dall’inizio, (all’altezza del Bar Dolce Vita) alla fine (imbocco per contrada Foggia). E anche per il numero degli anni di mancata manutenzione.

Da oltre 15 anni (o forse più?) non viene sottoposta ad alcuna forma di significativa manutenzione, eccezion fatta per lo smottamento del manto stradale che puntualmente si apre all’altezza della Tonnara, e che all’inizio di ogni periodo estivo viene rappezzato per poi smottare nuovamente prima che l’estate finisca.

Stiamo parlando, lo sapete, dell’arteria che collega Sciacca con le spiagge a ovest della città: Lido, Tonnara, Foggia, San Marco. D’estate quindi è trafficatissima da cittadini e turisti, ma questo non ha mai minimamente contribuito a conferirle una sorta di priorità tra le “cose da fare urgentemente” per le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo.

Ricordo che tanto tempo fa, quando le cose a Sciacca bene o male ancora funzionavano, ogni due/tre anni veniva interamente riasfaltata prima del periodo estivo. 

Poi niente più: manto stradale completamente dissestato, avvallamenti, smottamenti, cespugli e alberi che invadono la sede stradale, mancanza di limitatori di velocità (la sera e la notte le auto e gli scooter sfrecciano a una velocità sostenuta, forse eccitati di fare motoscross), questa è la situazione che ovviamente peggiora di anno in anno.

Ma non finisce qui. Perché in autunno, quando il traffico diminuisce intensamente, altrettanto intensamente la nostra martoriata Via Al Lido ai primi acquazzoni viene puntualmente invasa dai fanghi che provengono dalla sovrastante scarpata, nella quale affluiscono incontrollate le acque piovane e le acque reflue non più trattenute dall’impianto fognario e dai tombini della Perriera, con la conseguenza di inondarla di fango putrido e di detriti. Allora arriva la Protezione Civile, arriva la polizia urbana, arrivano i tecnici del Comune, spesso con ritardo arrivano pale e trattori, si aggiunge qualche transenna e il cartello per la limitazione della velocità a 20, ma tutto rimane come prima.

Come la più tipica espressione negativa di PERSEVERANZA.

Il motivo? Ormai il ritornello lo conosciamo a memoria: NON CI SONO I SOLDI!

Ma qualunque amministrazione comunale che nell’arco di 5 anni (e qui stiamo parlando di più di una amministrazione comunale) non riesca ad esprimere una progettualità e a partorire un finanziamento per la manutenzione straordinaria di un’arteria così importante e così dissestata, secondo il nostro punto di vista non meriterebbe neanche l’appellativo di amministrazione comunale.  

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