Quello che è accaduto sulla vicenda Terme, in queste ultime due settimane, merita un racconto più approfondito, perché potrebbe davvero rappresentare l’inizio di un’autentica svolta per la nostra città.

La strategia messa in campo sembra essere quella giusta e il racconto che segue è assolutamente veritiero, essendone stato uno degli artefici chi scrive. 

Tutto inizia il pomeriggio del 4 ottobre allo Stazzone, con una riunione all’aria aperta dell’organo di coordinamento del Comitato Civico Patrimonio Termale.

Ci si rende conto, sulla base delle ultime notizie provenienti dagli uffici regionali di Palermo, che la vicenda Terme è sul punto di ritrovarsi in un vicolo cieco, perché quel muro di gomma rappresentato dalla Regione rende sempre più che concreto il rischio che si continui solo a perder tempo.

Quelli del Comitato Civico prendono allora in esame due possibili strategie.

La prima è di trasferire fisicamente l’azione di protesta su Palermo, montando una tenda di presidio davanti alla sede della Presidenza della Regione oppure in altro luogo tipo piazza Politeama, avviando un sit-in permanente di protesta da parte dei componenti dello stesso Comitato Civico e di cittadini che volessero parteciparvi.

La seconda opzione è quella di ampliare la linea strategica che si può definire “politico-istituzionale”, già intrapresa dal Comitato: sforzarsi di fare sinergia con il Sindaco e l’Assessore al Turismo non è più sufficiente; occorre adesso riuscire a coinvolgere l’organo consiliare, rappresentativo della più ampia sovranità popolare cittadina, e coinvolgerlo in modo che tutte le sue componenti politiche remino sull’argomento nella stessa direzione, in modo unitario e senza inutili e dannose divisioni, innalzando la voce in rappresentanza di tutta la città.

L’obiettivo, in un caso o nell’altro, è quello di costringere il Presidente della Regione, Nello Musumeci, e tutti i gruppi politici regionali a confrontarsi con la città di Sciacca, per costringerli a passare dalle parole ai fatti nella soluzione della problematica termale. 

Viene scelta la seconda opzione: quelli del Comitato Civico confidano infatti di poter riuscire a mobilitare i consiglieri comunali, e se non si dovesse ottenere questo effetto sperato si provvederà anche con spot televisivi a pagamento a puntare il dito contro l’indifferenza della politica locale per farla smuovere.

Parte così all’indirizzo del Consiglio Comunale una richiesta in cui si invita l’organo consiliare ad una “interlocuzione aperta avente ad oggetto le iniziative necessarie affinché la soluzione della problematica termale di Sciacca venga posta al centro dell’agenda politica della Regione siciliana e per una sua positiva soluzione”.  

La reazione è quella sperata, i consiglieri comunali si sentono finalmente coinvolti in una tematica di generale importanza per la città e manifestano un generale accordo nei confronti dell’iniziativa del Comitato Civico. 

Il Presidente Pasquale Montalbano decide così di convocare una riunione cui parteciperanno i componenti del consiglio comunale, il sindaco, gli assessori, i deputati regionali del territorio Catanzaro, La Rocca Ruvolo e Mangiacavallo, il senatore Marinello, il Comitato Civico, l’associazione Sciacca Terme Rinasce e l’associazione Ora Basta.

Il rischio, acuito dalla modalità on-line della riunione, potrebbe essere quello che la stessa possa non riuscire a produrre un risultato concreto, nonostante la buona volontà di tutti, limitandosi ad una carrellata di interventi verbali. 

C’è bisogno di fatti e non di parole, e allora il Comitato Civico predispone una bozza di documento sulla quale chiedere l’adesione di tutte le forze in campo, e tutti gli invitati ricevono tale documento il giorno prima della riunione.  

Arriva finalmente la sera dell’incontro ed è qui che si realizza il primo “miracolo”: il confronto tra le diverse forze politiche e sociali si svolge in maniera serena, costruttiva, piena di contenuti.

Forse per la prima volta, su una problematica di primaria importanza per la città se ne discute e se ne ragiona con una modalità comunitaria, in termini di concretezza e cercando di trovare una sintesi unitaria. Un incontro produttivo nei modi, nei toni e nei contenuti, come lo definisce il Sindaco Francesca Valenti.

Si registra una generale convergenza sui contenuti del documento preparato dal Comitato Civico e si decide di dare a tale documento unitario una valenza di legittimità formale, rinviandone l’approvazione al consiglio comunale regolarmente convocato per la sera del 19 ottobre. 

E quel giorno, ad apertura della seduta dell’organo consiliare, ecco il secondo “miracolo”:i 21 consiglieri comunali presenti approvano all’unanimità il documento unitario, con le tre integrazioni pervenute dalle associazioni Sciacca Terme Rinasce e Ora Basta.

E’ come se il Consiglio Comunale di Sciacca ritrovasse l’occasione di una dignità politica che è andato via via smarrendo, ovvero la sua funzione di indirizzo politico della città su tematiche generali e importanti per lo sviluppo economico e il bene della cittadinanza.                           

E proprio il patrimonio termale è il bene comune di maggior valore che Sciacca possiede.

E’ come se l’intera città ritrovasse voce, e una voce unitaria, chiara e incontrovertibile per “gridare” a chi deve ascoltarci che non vuole essere espropriata di questo bene!

Basterà questo documento che il Presidente del Consiglio Comunale ha inoltrato al Presidente della Regione e ai capi gruppo delle forze politiche presenti all’ARS, invitandoli a confrontarsi immediatamente con le forze politiche e sociali della città, a cambiare il corso delle cose?

Sicuramente è solo un inizio, fondamentale ma solo un inizio, cui è indispensabile dar seguito con un’azione coesa e determinata, coinvolgendo i sindaci del territorio e con un autentico gioco di squadra che si avvalga delle competenze maturate nelle forze sociali che, ormai da tempo, si occupano attivamente della problematica termale.

La strategia è quella giusta, una prima pagina importante è stata scritta nel libro della rinascita del termalismo di Sciacca, ma adesso occorre saper scendere in campo tutti insieme per giocare la partita e l’avversario si chiama politica e burocrazia regionale, un avversario assai agguerrito e apparentemente invincibile…  

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